  Linux Installation HOWTO
  di Eric S. Raymond
  v4.5, 15 Maggio 1997

  Questo documento descrive come si ottiene e si installa il software
  Linux.   il primo documento che un nuovo utente Linux dovrebbe leg
  gere per iniziare.  Traduzione a cura di Ciro Cattuto
  <ciro@stud.unipg.it>.

  1.  Introduzione



  1.1.  Scopo di questo documento

  Linux  un'implementazione di UNIX liberamente distribuibile che gira
  su personal computer economici ( stato sviluppato su 386 e ora gira
  su architetture 486, Pentium, PowerPC, Sun Sparc e DEC Alpha).
  Supporta un'ampia gamma di software, incluso X Window, Emacs, supporto
  di rete TCP/IP (SLIP incluso) e molte altre applicazioni.

  Questo documento presume che abbiate gi sentito parlare di Linux, lo
  conosciate e vogliate mettervi gi ed installarlo. Il documento 
  incentrato sulle piattaforme Intel, che sono molto diffuse, ma molti
  dei consigli riportati si applicano anche a Power PC, Sparc e Alpha.


  1.2.  Altre fonti d'informazione

  Se non avete mai sentito parlare di Linux, ci sono parecchie fonti
  d'informazione di base sul sistema. Il miglior posto per trovarle  la
  home page del Linux Documentation Project, presso
  <http://sunsite.unc.edu/mdw/linux.html>. L potete trovare l'ultima
  versione aggiornata di questo documento,
  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/installation-HOWTO.html>.

  Probabilmente dovreste iniziare dando un'occhiata alle risorse sotto
  General Linux Information, al Linux INFO-SHEET
  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/INFO-SHEET.html> e al Linux META-FAQ
  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/META-FAQ>.  Il documento `Linux
  Frequently Asked Questions' contiene molte domande comuni su Linux
  (con le relative risposte!) -- leggerlo  un ``dovere'' per i nuovi
  utenti.

  Per i problemi comuni potete trovare aiuto sui newsgroup USENET
  comp.os.linux.help e comp.os.linux.announce. Esiste inoltre il
  newsgroup italiano it.comp.linux.setup.

  Il Linux Documentation Project sta scrivendo un insieme di manuali e
  di libri su Linux, tutti liberamente dostribuibili sulla rete e
  disponibili sulla home page del LDP.

  Il libro ``Linux Installation and Getting Started''  una guida
  completa su come procurarsi ed installare Linux, come pure per usare
  il sistema una volta installato. Esso contiene un'introduzione
  completa all'uso del sistema e molte informazioni in pi rispetto a
  quelle qui contenute. Potete leggerlo, o prelevarne una copia, presso
  la home page del LDP.


  1.3.  Nuove versioni di questo documento

  Le nuove versioni del Linux Installation HOWTO saranno periodicamente
  postate su comp.os.linux.help e su comp.os.linux.announce,
  news.answers.  Esse saranno anche reperibili su diversi siti WWW e FTP
  dedicati a Linux, inclusa la home page del LDP.
  Potete anche consultare l'ultima versione di questo HOWTO sul World
  Wide Web, all'URL  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/Installation-
  HOWTO.html>.


  1.4.  Commenti e correzioni

  Se avete domande o commenti su questo documento, contattate pure Eric
  S. Raymond via e-mail, presso esr@thyrsus.com.  Ogni suggerimento o
  critica  bene accetto. Se trovate qualche errore in questo documento
  siete pregati di avvertirmi, in modo che io possa correggerlo nella
  versione successiva. Grazie.

  Per favore non inviate domande su come risolvere problemi hardware
  incontrati durante l'installazione. Consultate il ``Linux Installation
  and Getting Started'', insistete presso il vostro rivenditore o
  consultate i newsgroup Linux comp.os.linux.setup e
  it.comp.linux.setup.  Questo HOWTO  inteso come una guida rapida e
  indolore alla normale installazione -- un altro HOWTO sui problemi
  hardware e sulla loro diagnosi  in fase di preparazione.


  2.  Modifiche recenti


     stata aggiunta una lista di cose da controllare prima
     dell'installazione.

    Nella sezione sul partizionamento sono state aggiunte alcune note
     sui possibili problemi di Lilo e del BIOS.

    Sono stati aggiunti molti riferimenti ad altri HOWTO e Mini-HOWTO.



  3.  Prima di iniziare

  Prima che possiate installare Linux dovrete assicurarvi che il vostro
  computer sia adatto a Linux, e dovrete scegliere quale distribuzione
  di Linux installare.


  3.1.  Requisiti hardware

  Che tipo di sistema ci vuole per usare Linux? Buona domanda; gli
  effettivi requisiti hardware del sistema cambiano continuamente. Il
  Linux Hardware-HOWTO,  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/Hardware-
  HOWTO.html>, fornisce una lista (pi o meno) completa dell'hardware
  supportato da Linux. Il Linux INFO-SHEET,
  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/INFO-SHEET.html>, contiene un altro
  elenco.

  Per le versioni su piattaforma Intel  richiesta una configurazione
  hardware di questo tipo:

  Va bene qualsiasi sistema 80386, 80486, Pentium o Pentium PRO con bus
  ISA, EISA, VESA Local Bus o PCI. L'architettura MicroChannel (MCA,
  presente su computer IBM PS/2)  supportata nei pi recenti kernel
  instabili (2.1.x), ma non  ancora pronta per il debutto.  Qualsiasi
  CPU dal 386SX al Pentium PRO andr bene. Non c' bisogno del
  coprocessore matematico, anche se  utile averlo.

  Sono necessari almeno 4 Mb di memoria. Tecnicamente, Linux funziona
  anche con soli 2 Mb, ma la maggioranza delle installazioni e del
  software ne richiede 4. Pi memoria avete, meglio . Si consigliano 8
  o 16 Mb se avete intenzione di usare X Window.
  Naturalmente c' bisogno di un disco rigido e di un controller AT-
  standard. Tutti i drive e controller MFM, RLL e IDE dovrebbero andar
  bene. Sono supportati anche molti drive e adattatori SCSI; il Linux
  SCSI-HOWTO contiene maggiori informazioni sulle periferiche SCSI. Se
  si sta assemblando un sistema da zero per farvi girare Linux, il
  piccolo costo aggiuntivo dei dispositivi SCSI  ampiamente compensato
  dalla miglior performance e affidabilit.

   necessaria un'unit floppy da 3.5". Anche se i drive da 5.25" sono
  supportati da Linux, sono poco usati e non aspettatevi che possano
  contenere le immagini dei dischi di installazione (un Linux minimale
  pu in effetti girare su un singolo floppy, ma questo serve solo per
  l'installazione e per alcuni compiti di manutenzione).

  C' anche bisogno di una scheda video MDA, Hercules, CGA, EGA, VGA o
  Super VGA e di un monitor. In generale, se la vostra scheda video e il
  vostro monitor funzionano sotto MS-DOS, allora dovrebbero andare anche
  sotto Linux. Comunque, se volete usare X Window, ci sono altre
  restrizioni relative all'hardware supportato.  Il Linux XFree86-HOWTO,
  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/XFree86-HOWTO.html>, contiene
  maggiori informazioni su X e i suoi requisiti.

  Avrete bisogno di un drive CD-ROM. Se  ATAPI, SCSI o un vero IDE non
  dovreste avere problemi a farlo funzionare (attenzione per ai drive
  economici che dichiarano di avere interfacce ``IDE'' che non sono
  davvero IDE). Se il vostro CD-ROM usa una scheda d'interfaccia
  proprietaria,  possibile che il kernel di installazione che avvierete
  da floppy non sia in grado di vederlo -- e un CD-ROM inaccessibile
  blocca l'installazione. Inoltre i CD-ROM connessi alla porta parallela
  non funzionano affatto.  Se avere dubbi, consultate il Linux CD-ROM
  HOWTO,  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/CD-ROM-HOWTO.html> per una
  lista e per i dettagli dell'hardware supportato.

  Le cosiddette schede ``Plug'n'Play'' senza jumper possono essere un
  problema. Il supporto per queste schede  sotto attivo sviluppo, ma
  non  ancora presente nel kernel 2.0.25. Per fortuna questo sar
  probabilmente un problema solo per le schede sonore e le schede
  Ethernet.

  Se avete un computer basato su uno dei processori Motorola 68k
  (inclusi i computer Amiga, Atari o VMEbus) consultate le FAQ
  Linux/m68k presso
  <http://www.clark.net/pub/lawrencc/linux/faq/faq.html> per maggiori
  informazioni sui requisiti minimi e sullo stato del porting. Secondo
  le FAQ, Linux m68k  ormai tanto stabile e utilizzabile quanto la
  versione Intel di Linux.


  3.2.  Requisiti di spazio e coesistenza con altri sistemi

  Avrete bisogno di spazio libero per Linux sul vostro hard disk.  La
  quantit di spazio richiesta dipende da quanto software avete
  intenzione di installare. La maggior parte delle installazioni
  richiede fra 40 e 80 Mb. Questo include lo spazio occupato dal
  software, lo spazio di swap (usato dal computer come RAM virtuale), lo
  spazio libero per gli utenti e cos via.

   possibile far girare un sistema Linux minimale in 10 Mb o meno, ed 
  altrettanto possibile che usiate 500 Mb o pi per tutto il vostro
  software Linux. L'ammontare di spazio richiesto varia molto a seconda
  della quantit di software che si installa e dello spazio di cui si ha
  bisogno. Di questo parleremo maggiormente in seguito.

  Linux pu coesistere con altri sistemi operativi, come MS-DOS,
  Microsoft Windows o OS/2 (infatti si pu addirittura accedere ai file
  MS-DOS e lanciare alcuni programmi MS-DOS da Linux).  In altre parole,
  quando partizionate il disco rigido per Linux, MS-DOS o OS/2 si
  trovano sulle loro partizioni e Linux nella sua.  In seguito ci
  addentreremo ulteriormente nei dettagli di questi sistemi ``dual
  boot''.

  NON c' bisogno di avere MS-DOS, OS/2, o qualunque altro sistema
  operativo per usare Linux. Linux  un sistema operativo completamente
  differente ed indipendente, e non dipende da altri SO per
  l'installazione e l'uso.

  Insomma, la configurazione minima per Linux non  molto di pi di
  quanto  richiesto per molti sistemi MS-DOS o Windows 3.1 venduti oggi
  (ed  un bel po' meno del minimo richiesto per Windows '95!). Se
  disponete di un 386 o un di un 486 con almeno 4 Mb di RAM, farete
  felicemente girare Linux. Linux non richiede enormi quantit di spazio
  disco, memoria o velocit del processore.  Matt Welsh, il creatore di
  questo HOWTO, usava Linux su un 386/16 MHz (la macchina pi lenta che
  potete trovare) con 4 Mb di RAM, ed era abbastanza soddisfatto. Pi
  cose volete fare, pi avrete bisogno di memoria (e di un processore
  veloce).  Per la nostra esperienza, un 486 con 16 Mb di RAM e Linux
  supera parecchi modelli di costose workstation.


  3.3.  La scelta di una distribuzione Linux

  Prima di installate Linux dovrete optare per una delle
  ``distribuzioni'' di Linux disponibili. Non esiste un'unica edizione
  standard del software Linux --- ne esistono molte.  Ogni distribuzione
  ha la propria documentazione e le proprie istruzioni di installazione.

  Le distribuzioni Linux sono disponibili sia in FTP anonimo che, per
  posta, su dischetto, nastro e CD-ROM.  Il Linux Distribution HOWTO,
  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/Distribution-HOWTO.html>, contiene
  le descrizioni di molte distribuzioni Linux disponibili in FTP o per
  ordinazione postale.

  Nell'oscuro e lontano passato, quando questo HOWTO fu scritto per la
  prima volta (1992-93), la maggioranza delle persone prelevava Linux
  con mezzi tortuosi che coinvolgevano lunghi download da Internet o da
  una BBS verso le loro macchine DOS, seguiti da una complicata
  procedura che trasferiva il download su molteplici dischetti. Uno di
  queste dischetti veniva poi usato per l'avvio e usato per installare
  l'altra dozzina di dischi.  Con un po' di fortuna (e se non sorgevano
  problemi con i floppy) si terminava l'installazione molte ore dopo,
  con un sistema Linux funzionante. O forse no.

  Nonostante questa via sia ancora percorribile (e potete prelevare
  parecchie distribuzioni presso
  <http://sunsite.unc.edu/pub/Linux/distributions/INDEX.html>), ce ne
  sono oggi di molto meno ardue.  La pi semplice  comprare una delle
  distribuzioni commerciali di alta qualit distribuite su CD-ROM, come
  la Red Hat, Craftworks, Linux Pro o WGS. Queste distribuzioni sono
  generalmente disponibili per circa 50000 lire presso la vostra
  libreria locale o presso un negozio di computer e vi faranno
  risparmiare molte ore di esasperazione.

  Si possono anche comprare delle ``antologie'' su CD-ROM, come la
  InfoMagic Linux Developer's Resource Set. Esse contengono generalmente
  parecchie distribuzioni Linux e una copia recente dei principali
  archivi Internet, come sunsite e tsx-11.

  Nel resto di questo HOWTO ci concentreremo sui passi necessari per
  installare Linux da un'antologia di CD-ROM o da uno dei Linux
  commerciali pi economici, che non includono un manuale di
  installazione stampato. Se il vostro Linux dispone di un manuale
  cartaceo alcune parti di questo HOWTO possono fornire un'utile
  infarinatura, ma si dovrebbe consultare il manuale per le istruzioni
  dettagliate di installazione.



  4.  Metodo di installazione



  4.1.  Passi base per l'installazione

  Lo schema di base di un'installazione Linux  semplice:


  1. Si raccolgono informazioni sulla configurazione del proprio
     hardware.

  2. Si creano i dischetti di installazione.

  3. Se si vuole avere un sistema ``dual-boot'' (sia Linux che DOS e/o
     Windows), si riorganizza (ripartiziona) il disco rigido per far
     posto a Linux.

  4. Si avvia un mini-Linux di installazione dai dischetti, in modo da
     avere accesso al CD-ROM.

  5. Si prepara il filesystem di Linux (se in precedenza non si 
     modificata la tavola delle partizioni, lo si fa a questo punto).

  6. Si installa dal CD-ROM una versione base di Linux.

  7. Si lancia Linux dal disco rigido.

  8. (Opzionale) Si installano ulteriori pacchetti dal CD-ROM.


  4.2.  Parti fondamentali di un kit di installazione.

  Ecco le parti fondamentali di una distribuzione installabile:


  1. I file README e FAQ. In genere questi file si troveranno nella
     directory principale del vostro CD-ROM e saranno leggibili dopo che
     il CD sar stato montato sotto Linux (a seconda di come il CD 
     stato masterizzato potranno essere visibili anche sotto
     DOS/Windows).  una buona idea leggere questi file appena si ha
     accesso ad essi, per venire a conoscenza di importanti
     aggiornamenti o variazioni.

  2. Un certo numero di immagini di dischetti d'avvio (spesso in una
     sottodirectory). Una di queste immagini  il file che verr
     trasferito su floppy per create il disco di avvio.  Si sceglie una
     delle suddette immagini, a seconda del tipo di hardware che si ha
     nel proprio sistema.

  Il punto qui  che alcuni driver vanno in conflitto l'uno con l'altro
  in strani modi, e invece di tentare di risolvere i problemi hardware
  del sistema  pi semplice lanciare un disco d'avvio che contiene i
  soli driver di cui si ha bisogno (questo ha l'effetto collaterale
  positivo di rendere il kernel pi piccolo).


    Un'immagine di disco root (o forse due). Questo  un file che verr
     scritto su floppy per creare il disco d'installazione.  Attualmente
     il disco o i dischi di root sono generalmente indipendenti dal tipo
     di hardware; assumono che si abbia uno schermo a colori di tipo EGA
     o migliore.

    Un'immagine del disco di recupero. Si tratta di un disco che
     contiene un kernel base e degli strumenti per riparare disastri in
     caso qualcosa blocchi il kernel o il settore d'avvio del disco
     rigido.

    RAWRITE.EXE. Questo  un programma MS-DOS che scrive il contenuto
     di un file (come l'immagine di un disco d'avvio o di root)
     direttamente su dischetto, senza preoccuparsi della formattazione.

  C' bisogno di RAWRITE.EXE solo se si vogliono creare i dischetti
  d'avvio e di root da un sistema MS-DOS. Se invece si ha accesso a una
  workstation UNIX con un drive floppy, si possono creare i dischetti da
  l, usando il comando `dd' o eventualmente uno script di trasferimento
  fornito dal rivenditore.  Leggete la man page di dd(1) e chiedete
  assistenza al locale esperto di UNIX.


    Il CD-ROM stesso. Lo scopo del disco d'avvio  di preparare il
     computer per caricare il disco di root o i dischi di installazione,
     che a loro volta sono solo strumenti per preparare il disco rigido
     e copiarci parti del CD-ROM.


  5.  Installazione in dettaglio



  5.1.  Prepararsi per l'installazione

  Linux usa l'hardware del PC in modo pi efficiente di MS-DOS, Windows
  o NT, ed  quindi meno tollerante nei confronti di dispositivi
  configurati male. Per diminuire le possibilit di essere interrotti da
  questo problema, ci sono alcune cose che si possono fare prima di
  iniziare.

  Primo, raccogliere tutti i manuali relativi all'hardware -- scheda
  madre, scheda video, monitor, modem, ecc. -- e tenerli a portata di
  mano.

  Secondo, raccogliere informazioni dettagliate sulla propria
  configurazione hardware. Un modo semplice per farlo, se usate MS-DOS
  5.0 o superiore,  di stampare il resoconto della utility diagnostica
  Microsoft chiamata msd.exe (si possono ignorare le parti riguardanti i
  TSR, i driver, la mappa di memoria, le variabili d'ambiente e la
  versione del sistema). Questo, inoltre, garantir informazioni
  complete ed esatte sulla scheda video e sul tipo di mouse,
  informazioni che saranno utili in seguito per configurare X.

  Terzo, controllare che l'hardware, anche se supportato, non abbia
  problemi di configurazione che possano causare blocchi irrimediabili
  durante l'installazione di Linux.


     possibile che un sistema DOS/Windows dotato di disco rigido e CD-
     ROM IDE funzioni bene anche se i jumper master/slave dei drive sono
     impostati male. Linux non perdoner una cosa del genere.  In caso
     di dubbio, controllate i jumper.

    Avete periferiche concepite senza jumper di configurazione e senza
     memoria non volatile? In tal caso, perch esse funzionino, 
     possibile che debbano essere configurate all'avvio con una utility
     MS-DOS, e pu darsi che non siano facilmente accessibili da Linux.
     CD-ROM, schede audio, schede Ethernet e unit a nastro economiche
     possono avere questo problema. In questo caso si pu riuscire ad
     aggirare il problema con un argomento passato al prompt di avvio;
     per maggiori dettagli, consultare il Linux Boot Prompt HOWTO,
     <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/BootPrompt-HOWTO.html>.

    Alcuni sistemi operativi consentono a un mouse su bus di
     condividere una linea d'interrupt con altri dispositivi, Linux no;
     un tentativo del genere pu infatti bloccare il computer. Se usate
     un bus mouse, leggete il Linux Bus Mouse HOWTO,
     <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/Busmouse-HOWTO.html>, per
     maggiori dettagli.

  Se possibile, procuratevi il numero di telefono di un utente Linux
  esperto che potrete chiamare in caso di emergenza.  Nove volte su
  dieci non ne avrete bisogno, ma  rassicurante averlo.

  Mettete in conto un po' di tempo per l'installazione. Ci vorr circa
  un'ora su un sistema nuovo o su un sistema che si sta convertendo
  integralmente a Linux, fino a tre ore per un sistema dual-boot (ci
  sono molte pi possibilit di false partenze e di inchiodamenti).


  5.2.  Creazione dei dischetti di avvio e di root

  Il vostro CD-ROM Linux pu includere alcuni aiuti all'installazione
  che vi guideranno durante il processo di creazione dei dischetti di
  avvio, di root e di recupero con scelte guidate interattive.  Tali
  strumenti possono essere un programma di installazione MS-DOS (come
  nel caso del programma redhat.exe della Red Hat) o uno script UNIX, o
  entrambi.

  Se disponete di un programma del genere e potete usarlo, dovreste
  leggere il resto di questa sottosezione a scopo puramente informativo.
  Lanciate quel programma per eseguire l'installazione: i suoi autori
  conoscono la specifica distribuzione certamente meglio di me, ed
  eviterete molte immissioni manuali di dati, facilmente soggette ad
  errori.

  Per informazioni pi dettagliate sulla creazione dei dischi di avvio e
  di root, vedere il Linux Bootdisk HOWTO, su
  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/Bootdisk-HOWTO.html>.

  Il primo passo consister nello scegliere l'immagine di un disco
  d'avvio adatto al proprio hardware. Se questo va fatto a mano vedrete
  in genere che o (a) le immagini dei dischi di avvio sul CD-ROM sono
  chiamate in un modo che aiuta a selezionare quello giusto, o (b) c'
  un file di indice a portata di mano che descrive ogni immagine.

  In seguito bisogner creare dei dischetti a partire dall'immagine del
  disco d'avvio che si  scelta e dalle immagini del disco di root e di
  recupero.  qui che entra in gioco il programma MS-DOS RAWRITE.EXE.

  Dovete avere due o tre dischetti ad alta densit formattati (devono
  essere dello stesso tipo; ovvero, se il vostro drive di avvio  da
  3.5", entrambi i dischetti devono essere da 3.5" e ad alta densit).
  Userete RAWRITE.EXE per scrivere su dischetto le immagini del disco di
  avvio e di root.

  Lanciate il programma senza argomenti, in questo modo:


       C:\> RAWRITE


  Rispondete alla richiesta del nome del file da scrivere e del drive su
  cui scriverlo (come A:). RAWRITE copier il file, blocco per blocco,
  direttamente sul dischetto. Usate RAWRITE anche per l'immagine del
  disco di root (come COLOR144). Quando avrete terminato, avrete due
  dischetti: uno contenente il disco d'avvio e l'altro contenente il
  disco di root. Notare che questi due dischi non saranno pi leggibili
  da MS-DOS (sono in ``formato Linux'', in un certo senso).

  Su un sistema UNIX si pu usare il comando dd(1) per fare la stessa
  cosa (per questo c' bisogno di una workstation UNIX con un drive per
  floppy, naturalmente). Ad esempio, su una workstation Sun con il drive
  sul device /dev/rfd0 si pu usare il comando:



       $ dd if=bare of=/dev/rfd0 obs=18k




  Su alcune workstation bisogna specificare l'appropriata dimensione del
  blocco di output, o questo non funzioner.  Se avete problemi la
  pagina di manuale di dd(1) pu essere istruttiva.

  Assicuratevi di usare dischetti nuovi e senza difetti.  I dischetti
  non devono avere settori danneggiati.

  Notare che non c' bisogno di usare Linux o MS-DOS per installare
  Linux. In ogni caso, usare Linux o MS-DOS rende pi semplice la
  creazione dei dischetti di avvio e di root dal CD-ROM.  Se non c'
  alcun sistema operativo sul vostro computer, potete usare il Linux o
  l'MS-DOS di qualcun altro per creare i dischetti, e installare da l.


  5.3.  Ripartizionamento dei drive DOS/Windows

  Nella maggior parte dei sistemi in uso il disco rigido  gi dedicato
  a partizioni per MS-DOS, OS/2 e via dicendo. Bisogner ridimensionare
  queste partizioni per far posto a Linux.  Se avete intenzione di usare
  un sistema dual-boot,  caldamente consigliata la lettura di uno o pi
  dei seguenti mini-HOWTO, che descrivono varie configurazioni dual-
  boot.


    Linux+DOS+Win95 mini-HOWTO,
     <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/mini/Linux+DOS+Win95>.

    Linux+OS2+DOS mini-HOWTO,
     <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/mini/Linux+OS2+DOS>.

    DOS-Win95-OS2-Linux mini-HOWTO,
     <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/mini/Linux+DOS+Win95+OS2>.

    Linux+Win95 mini-HOWTO,
     <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/mini/Linux+Win95>

    Linux+WinNT mini-HOWTO,
     <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/mini/Linux+WinNT>

  Anche se non sono direttamente applicabili al vostro sistema, vi
  aiuteranno a capire gli elementi in gioco.

  NOTA: Alcuni Linux si installano su una directory della propria
  partizione MS-DOS ( diverso rispetto a installare DA una partizione
  MS-DOS). Essi fanno uso del ``filesystem UMSDOS'', che consente di
  trattare una directory della propria partizione MS-DOS come un
  filesystem Linux. In questo modo non c' bisogno di ripartizionare il
  disco.

  Consiglio di usare questo metodo solo se il disco rigido ha gi
  quattro partizioni primarie e se ripartizionarlo sarebbe troppo
  problematico. Altrimenti, se volete provare Linux prima di
  ripartizionare, questo  un buon metodo per farlo.  Tuttavia, nella
  maggioranza dei casi si dovrebbe ripartizionare nel modo qui
  descritto. Se volete usare UMSDOS, siete da soli -- qui non 
  documentato in dettaglio. D'ora in poi assumeremo che NON vogliate
  usare UMSDOS e che vogliate ripartizionare il disco.

  Una partizione  semplicemente una zona del disco rigido messa da
  parte per essere usata da un particolare sistema operativo.  Se avete
  solo MS-DOS installato, il vostro disco fisso ha probabilmente una
  sola partizione, interamente per MS-DOS. Per usare Linux, per,
  dovrete ripartizionare il disco, in modo da avere una partizione per
  MS-DOS e una (o pi) per Linux.

  Esistono tre tipi di partizioni: primaria, estesa e logica. In breve,
  una partizione primaria  una delle quattro possibili partizioni
  principali del disco. Se volete avere pi di quattro partizioni per
  disco, avete bisogno di creare una partizione estesa, che pu
  contenere molte partizioni logiche.  I dati non vengono immagazzinati
  direttamente su una partizione estesa -- essa  usata solo come
  contenitore per le partizioni logiche. I dati vengono memorizzati solo
  sulle partizioni primarie o logiche.

  Per dirla in altre parole, la maggioranza delle persone usa solo
  partizioni primarie. Comunque, se avete bisogno di pi di quattro
  partizioni su un disco, create una partizione estesa. Delle partizioni
  logiche sono poi create su questa partizione estesa, ed ecco fatto:
  pi di quattro partizioni per disco.

  Notare che si pu facilmente installare Linux sul secondo disco del
  proprio sistema (chiamato D: sotto MS-DOS). Si specifica semplicemente
  l'appropriato nome di device quando si creano le partizioni Linux.
  Questo  descritto dettagliatamente in seguito.

  Torniamo al ripartizionamento del disco: il problema di ridimensionare
  le partizioni  che non c' modo di farlo (facilmente) seza cancellare
  i dati che risiedono in quelle partizioni.  Quindi avrete bisogno di
  fare un backup completo del sistema prima di ripartizionare. Per
  cambiare la dimensione di una partizione, la si cancella semplicemente
  e la si ricrea pi piccola.

  NOTA: Esiste un programma di ripartizionamento non distruttivo per MS-
  DOS, chiamato FIPS. Guardate su
  <http://sunsite.unc.edu/pub/Linux/system/Install>. Con FIPS, un
  deframmentatore di dischi (come Norton Speed Disk) e un po' di
  fortuna, dovreste essere in grado di ridimensionare le partizioni MS-
  DOS senza distruggere i dati che contengono.  sempre consigliato fare
  un backup completo prima di tentare.

  Se non usate FIPS, comunque, il modo classico per modificare le
  partizioni  con il programma FDISK. Per esempio, supponiamo che
  abbiate un disco rigido da 80 Mb dedicato a MS-DOS. Volete dividerlo
  in due: 40 Mb per MS-DOS e 40Mb per Linux. Per far questo, lanciate
  FDISK sotto MS-DOS, cancellate la partizione DOS da 80 Mb e ricreate
  al suo posto una partizione DOS da 40 Mb. Potete poi formattare la
  nuova partizione e reinstallare il vostro software MS-DOS dalla copia
  di backup. 40 Mb del disco sono rimasti vuoti.  In seguito creerete le
  partizioni Linux sulla porzione non usata del disco.

  In breve, dovreste fare quanto segue per ridimensionare una partizione
  MS-DOS con FDISK:



  1. Fare una copia di backup completa del sistema.

  2. Creare un dischetto MS-DOS avviabile, usando un comando come

       FORMAT /S A:


  3. Copiare i file FDISK.EXE e FORMAT.COM su questo dischetto, insieme
     ad ogni altra utility di cui avete bisogno (ad esempio delle
     utility per recuperare il sistema dal backup).

  4. Avviare il sistema con il dischetto DOS.

  5. Lanciare FDISK, possibilmente specificando l'unit da modificare
     (come C: o D:).

  6. Usare le opzioni di men di FDISK per cancellare le partizioni che
     volete ridimensionare. Questo distrugger tutti i dati contenuti
     nelle partizioni coinvolte.

  7. Usare le opzioni di men di FDISK per ricreare quelle partizioni,
     con dimensioni pi piccole.

  8. Uscire da FDISK e riformattare le nuove partizioni con il comando
     FORMAT.

  9. Recuperare i file originali dal backup.

  Si noti che il programma FDISK di MS-DOS vi dar la possibilit di
  creare una ``unit logica DOS''. Un'unit logica DOS  semplicemente
  una partizione logica sul disco rigido. Linux pu essere installato su
  una partizione logica, ma non  consigliabile crearla con l'FDISK di
  MS-DOS. Quindi, se si usa un'unit logica DOS e si vuole installare
  Linux al suo posto, la si dovrebbe cancellare con l'FDISK di MS-DOS e
  poi si dovrebbe creare al suo posto una partizione logica Linux.

  La tecnica di ripartizionamento che si usa per OS/2 e per altri
  sistemi operativi  simile. Per i dettagli, consultare la
  documentazione di quei sistemi.


  5.4.  Creare le partizioni per Linux

  Dopo aver ripartizionato il disco rigido dovrete creare delle
  partizioni per Linux. Prima di descrivere come si procede, discuteremo
  di partizioni e di filesystem sotto Linux.


  5.4.1.  Nozioni si base sulle partizioni

  Linux ha bisogno di almeno una partizione per il filesystem root, che
  conterr il kernel e i programmi di Linux.

  Un filesystem pu essere immaginato come una partizione formattata per
  Linux. I filesystem sevono a contenere file.  Ogni sistema deve avere
  almeno un filesystem di root; tuttavia molti utenti preferiscono usare
  pi filesystem --- uno per ogni componente principale dell'albero
  delle directory. Ad esempio, si potrebbe voler creare un filesystem
  separato che contiene tutti i file della directory /usr (si noti che
  nei sistemi UNIX si usa il carattere `/' per delimitare le directory,
  non il carattere `\' come in MS-DOS); in questo caso si avrebbero sia
  un filesystem di root che un filesystem /usr.

  Ogni filesystem richiede una sua partizione; quindi, se volete usare
  il filesystem di root e un filesystem /usr, avrete bisogno di creare
  due partizioni Linux.
  Inoltre, la maggior parte degli utenti crea una partizione di swap,
  che viene usata per la memoria virtuale. Se avete, ad esempio, 4 Mb di
  RAM e 10 Mb di partizione di swap, per quanto riguarda Linux avete 14
  Mb di memoria virtuale.

  Quando la partizione di swap  in uso, Linux trasferisce su disco le
  pagine di memoria inutilizzate, consentendo di far girare
  simultaneamente altre applicazioni. Tuttavia, poich lo swapping 
  spesso lento, non pu sostituire la vera memoria fisica; alcune
  applicazioni che richiedono grandi quantit di memoria (come il
  sistema X Window) si affidano per spesso allo spazio di swap, se non
  c' abbastanza RAM fisica.

  Quasi tutti gli utenti Linux usano una partizione di swap.  Se avete 4
  Mb di RAM o meno, una tale partizione  necessaria per installare il
  sistema.  caldamente consigliato avere una partizione di swap in ogni
  caso, a meno che non si abbia una grande quantit di RAM fisica.

  La dimensione della partizione di swap dipende dalla quantit di
  memoria virtuale di cui si ha bisogno. Spesso si consiglia di avere
  almeno 16 Mb di memoria virtuale totale. Quindi, se si hanno 8 Mb di
  RAM fisica, potreste creare una partizione di swap da 8 Mb. Si noti
  che le partizioni di swap non possono essere pi grandi di 128 Mb;
  quindi, se servono pi di 128 Mb di swap, si dovranno creare pi
  partizioni di swap.  Si possono avere fino a 16 partizioni di swap.

  Ulteriori informazioni sulla teoria dello spazio di swap e sul
  partizionamento si possono trovare nel
   Linux Partition Mini-HOWTO (
  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/mini/Partition>).

  Nota: su un sistema dual-boot  possibile, anche se un po' macchinoso,
  condividere le partizioni di swap fra Linux e Windows 95.  Per i
  dettagli, consultare il Linux Swap Space Mini-HOWTO,
  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/mini/Swap-Space>.

  Caveat #1: se avete un disco EIDE con una partizione che supera i 504
  Mb,  possibile che il BIOS non consenta di avviare un sistema Linux
  l installato; quindi tenete la partizione di root al di sotto dei 504
  Mb. Questo problema non dovrebbe presentarsi con le unit SCSI, che
  normalmente hanno un loro BIOS in firmware. Per i dettagli tecnici,
  vedere il Large Disk Mini-HOWTO,
  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO/mini/Large-Disk>.

  Caveat #2: Usate dischi IDE e SCSI insieme? Allora state attenti: 
  possibile che il BIOS non vi consenta di avviare il sistema da
  un'unit SCSI.


  5.4.2.  Dimensionamento delle partizioni

  Oltre alle partizioni di root e di swap, vorrete configurare una o pi
  partizioni per ospitare i programmi e le directory degli utenti.

  Anche se in teoria si potrebbe mettere tutto in un'unica enorme
  partizione, quasi nessuno fa cos. Avere pi partizioni ha parecchi
  vantaggi:


    Spesso riduce il tempo necessario per il controllo dei filesystem
     all'avvio.

    I file non possono superare i limiti di una partizione, quindi si
     possono usare tali limiti come protezione contro programmi che
     (come i server news) tendono ad usare enormi quantit di spazio su
     disco; si impedisce cos che tali programmi riempano lo spazio di
     cui hanno bisogno il kernel e le altre applicazioni.

    In caso si crei una zona danneggiata sul disco, formattare e
     recuperare una singola partizione  meno doloroso che dover rifare
     tutto da zero.

  Sui grandi dischi di oggi una buona configurazione di base consiste in
  una piccola partizione di root (meno di 80 Mb), una partizione /usr di
  medie dimensioni (fino a 300 Mb circa) per il software di sistema, e
  una partizione /home che occupa il resto dello spazio disponibile, per
  le directory degli utenti.

  Si pu essere pi elaborati. Se sapete che il sistema gestir le news
  USENET, ad esempio, potete creare una partizione dedicata per limitare
  l'utilizzo massimo di spazio su disco. Potete anche creare una
  partizione /var per la tutta la posta, le news e i file temporanei. In
  questa epoca di dischi rigidi molto grandi ed economici queste
  complicazioni sembrano per sempre meno necessarie per una prima
  installazione di Linux.  Specialmente se  la prima volta, mantenete
  tutto semplice.


  5.5.  Avvio del disco di installazione

  Il primo passo consiste nel far partire il sistema con il disco di
  avvio creato in precedenza. In genere dovreste poter avviare il
  sistema senza toccare la tastiera: il prompt di avvio del kernel si
  riempir da solo dopo 10 secondi. Tuttavia aggiungendo degli argomenti
  dopo il nome del kernel potete specificare, prima dell'avvio del
  kernel, diversi parametri hardware, come l'indirizzo e la linea di
  interrupt del controller SCSI o la geometria di un disco.  Questo 
  necessario, ad esempio, se Linux non riconosce il controller SCSI o la
  geometria del disco rigido.

  In particolare, molti controller SCSI privi di BIOS esigono che si
  specifichi all'avvio il loro indirizzo e la linea di interrupt.
  Analogamente, i computer IBM PS/1, ThinkPad e ValuePoint non
  memorizzano su CMOS la geometria del disco rigido ed  quindi
  necessario specificarla all'avvio (in seguito potrete configurare il
  sistema in modo che questi parametri vengano impostati
  automaticamente).

  Prestate attenzione ai messaggi che il sistema mostra durante l'avvio;
  essi elencano e descrivono i componenti hardware individuati dal
  kernel. In particolare, se avete un controller SCSI, dovreste vedere
  un elenco dei dispositivi SCSI rilevati.  Se vedete il messaggio



       SCSI: 0 hosts




  significa che il vostro controller SCSI non  stato individuato e
  dovrete trovare qualche modo per dire al kernel dove si trova.

  Inoltre il sistema visualizza informazioni sui dischi rigidi e sulle
  loro partizioni. Se alcune di queste informazioni sono inesatte o
  mancanti dovrete forzare la rilevazione del dispositivo.

  Se invece va tutto bene e sembra che tutti i dispositivi hardware
  vengano riconosciuti, potete saltare alla sezione seguente, ``Caricare
  il disco di root''.


  Per forzare la rilevazione di un dispositivo si devono immettere dei
  parametri appropriati al prompt di avvio, usando la seguente sintassi:



       linux <parametri...>




  Esistono molti di questi parametri; qui sotto elenchiamo alcuni dei
  pi comuni. I moderni dischi di avvio danno spesso la possibilit di
  leggere una schermata di aiuto che descrive i parametri del kernel.


    hd=cylinders,heads,sectors Specifica la geometria del disco. 
     necessario per sistemi come IBM PS/1, ValuePoint e ThinkPad. Ad
     esempio, se il disco ha 683 cilindri, 16 testine e 32 settori per
     traccia, bisogna immettere



       linux hd=683,16,32





    tmc8xx=memaddr,irq Specifica l'indirizzo e la linea di interrupt
     dei controller SCSI Future Domain TMC-8xx, che sono privi di BIOS.
     Ad esempio,



       linux tmc8xx=0xca000,5





  Si noti che il prefisso 0x va usato per tutti i numeri espressi in
  esadecimale. Questo vale per tutte le opzioni seguenti.

    st0x=memaddr,irq Specifica l'indirizzo e la linea di interrupt del
     controller Seagate ST02.

    t128=memaddr,irq Specifica l'indirizzo e la linea di interrupt del
     controller Trantor T128B.

    ncr5380=port,irq,dma Specifica l'indirizzo, la linea di interrupt e
     il canale DMA di un generico controller NCR5380.

    aha152x=port,irq,scsi_id,1 Specifica l'indirizzo, la linea di
     interrupt e il numero di dispositivo SCSI dei controller AIC-6260.
     Sono inclusi gli Adaptec 1510, 152x e i controller SCSI su
     Soundblaster.

  Se avete domande su queste opzioni di avvio, leggete il Linux SCSI-
  HOWTO, che dovrebbe essere disponibile su qualunque sito FTP dedicato
  a Linux (o nel posto dove avete preso questo documento). Il Linux
  SCSI-HOWTO spiega molto pi in dettaglio le questioni di compatibilit
  SCSI.




  5.6.  Uso del disco di root


  Dopo che avrete avviato il sistema con il disco di avvio, vi sar
  chiesto di inserire il disco (o i dischi) di root.  A questo punto
  dovreste togliere il disco di avvio dal drive e inserire il disco di
  root. Poi premete enter per proseguire.  Potreste dover caricare un
  secondo disco di root.

  Quello che sta realmente accadendo  questo: il disco di avvio
  contiene un sistema operativo in miniatura che, poich il disco rigido
  non  ancora pronto, usa un blocco di memoria come disco virtuale
  (chiamato `ramdisk', logicamente).

  Il disco di root trasferisce sul ramdisk un piccolo insieme di file e
  di strumenti di installazione, che verranno poi usati per preparare il
  disco rigido ed installare da CD-ROM un sistema Linux utilizzabile.


  5.6.1.  Scegliere l'installazione EGA o l'installazione sotto X

  A questo punto le distribuzioni Linux pi vecchie (inclusa la
  Slackware) vi fornivano una shell e richiedevano che inseriste
  manualmente i comandi di installazione, secondo una determinata
  sequenza. Questo  ancora possibile, ma le nuove distribuzioni si
  installano avviando un programma grafico che tenta di condurvi
  interattivamente lungo questo percorso, fornendovi molti aiuti.

  Probabilmente avrete la possibilit di configurare subito X, in modo
  che il programma di installazione possa passare in modalit grafica.
  Se scegliete questa strada, il programma di installazione vi chieder
  informazioni sul vostro mouse e sul vostro monitor prima di procedere
  all'installazione vera e propria. Appena il sistema Linux sar pronto
  questi dati verrano salvati per vostro conto. Potrete ottimizzare le
  prestazioni del monitor pi tardi, quindi a questo stadio basta avere
  una semplice modalit SVGA a 640x480.

  X non  necessario per l'installazione, ma molti trovano l'interfaccia
  grafica pi semplice da usare, sempre che riusciate a superare la fase
  di configurazione del mouse e del monitor. E in ogni caso vorrete
  presto usare X, quindi ha senso provarlo subito.

  Seguite le indicazioni del programma di installazione. Vi condurr
  attraverso tutti i passi necessari per preparare il disco rigido,
  creare i primi account per gli utenti e installare i pacchetti
  software dal CD-ROM.

  Nelle seguenti sottosezioni descriveremo alcune delle fasi pi
  insidiose dell'installazione come se le steste eseguendo a mano.
  Questo dovrebbe aiutarvi a capire cosa fa il programma di
  installazione e perch lo fa.


  5.6.2.  Uso di fdisk  e di cfdisk

  Dopo aver avviato il disco di root, il primo passo di installazione
  consister nel creare o modificare la tavola delle partizioni del
  vostro disco rigido. Anche se in passato avete usato FDISK per
  definire le partizioni, dovrete tornare alla tavola delle partizioni e
  inserire alcune informazioni specifiche per Linux.

  Per creare o modificare le partizioni Linux useremo la versione Linux
  del programma fdisk, o il suo fratello in versione grafica, cfdisk.

  In genere il programma di installazione cerca una tavola delle
  partizioni preesistente e vi offre la possibilit di lanciare fdisk o
  cfdisk su di essa. Dei due, cfdisk  senza dubbio molto pi semplice
  da usare, ma le attuali versioni del programma sono anche meno
  tolleranti nei confronti di tavole delle partizioni inesistenti o
  corrotte.

  Quindi (specialmente se state installando Linux su un computer nuovo)
  pu darsi che all'inizio dobbiate usare fdisk per ottenere uno stato
  che cfdisk sia in grado di trattare. Provate ad avviare cfdisk; se il
  programma ha problemi, lanciate fdisk (se state installando un sistema
  interamente dedicato a Linux e se cfdisk ha problemi, un buon modo di
  procedere consiste nell'usare fdisk per cancellare tutte le partizioni
  esistenti e avviare poi cfdisk per modificare la tavola vuota).

  Alcune osservazioni valgono sia per fdisk che per cfdisk: entrambi
  accettano un argomento che  il nome del device su cui si vogliono
  creare partizioni Linux.  Ecco i nomi di dispositivo dei dischi
  rigidi:


    /dev/hda Primo disco IDE

    /dev/hdb Secondo disco IDE

    /dev/sda Primo disco SCSI

    /dev/sdb Secondo disco SCSI

  Ad esempio, per creare delle partizioni Linux sul primo disco SCSI del
  sistema userete il comando:


       cfdisk /dev/sda


  (questo comando pu anche essere avviato dal programma di
  installazione, sulla base di una vostra scelta in un men).

  Se avviate fdisk o cfdisk senza un argomento il programma assumer che
  vogliate operare su /dev/hda.

  Per creare delle partizioni Linux sul secondo disco rigido del sistema
  specificate semplicemente /dev/hdb (per dischi IDE) oppure /dev/sdb
  (per dischi SCSI) quando avviate fdisk.

  Le partizioni di Linux non devono necessariamente trovarsi tutte sullo
  stesso disco. Ad esempio, potreste voler collocare il filesystem di
  root su /dev/hda e la partizione di swap su /dev/hdb. Per far questo,
  basta usare fdisk o cfdisk una volta per ogni disco rigido
  interessato.

  Sotto Linux le partizioni hanno un nome che  basato sul disco a cui
  appartengono. Per esempio, la prima partizione sul disco /dev/hda si
  chiama /dev/hda1, la seconda  /dev/hda2 e cos via. Se ci sono delle
  partizioni logiche, vengono numerate a partire da /dev/hda5, /dev/hda6
  e cos via, salendo.

  NOTA: Con i programmi fdisk e cfdisk non si dovrebbero creare o
  cancellare partizioni di sistemi operativi diversi da Linux. Ovvero,
  non create o cancellate partizioni MS-DOS con il programma fdisk di
  Linux; usate invece la versione MS-DOS di FDISK. Se provate a creare
  una partizione MS-DOS con fdisk di Linux pu accadere che MS-DOS non
  riconosca la partizione e non si avvii correttamente.

  Ecco un esempio di come si usa fdisk. In questo caso abbiamo una sola
  partizione MS-DOS che occupa 61693 blocchi e il resto del disco 
  disponibile per Linux (sotto Linux un blocco  grande 1024 bytes,
  quindi 61693 blocchi sono circa 61 Mb). In questo esempio creeremo
  solo sue partizioni, quella di root e quella di swap. Probabilmente
  dovrete estendere questo caso a quattro partizioni, in linea con le
  raccomandazioni precedentemente discusse: una partizione di swap, una
  per il filesystem di root, una per il software di sistema e una per le
  directory degli utenti.

  Prima di tutto, usiamo il comando ``p'' per visualizzare l'attuale
  tavole delle partizioni. Come vedete, /dev/hda1 (la prima partizione
  su /dev/hda)  una partizione DOS di 61693 blocchi.



       Command (m for help):   p
       Disk /dev/hda: 16 heads, 38 sectors, 683 cylinders
       Units = cylinders of 608 * 512 bytes

            Device Boot  Begin   Start     End  Blocks   Id  System
         /dev/hda1   *       1       1     203   61693    6  DOS 16-bit >=32M

       Command (m for help):




  Ora usiamo il comando ``n'' per creare una nuova partizione.  La
  partizione di root di Linux occuper 80 Mb.



       Command (m for help):  n
       Command action
           e   extended
           p   primary partition (1-4)
       p




  Qui ci viene chiesto se vogliamo creare una partizione primaria o una
  partizione estesa. Nella maggior parte dei casi userete partizioni
  primarie, a meno che non abbiate bisogno di pi di quattro partizioni
  sullo stesso disco. Leggete la sezione ``Ripartizionamento'', sopra,
  per maggiori informazioni.



       Partition number (1-4): 2
       First cylinder (204-683):  204
       Last cylinder or +size or +sizeM or +sizeK (204-683): +80M




  Il primo cilindro dovrebbe essere il cilindro SUCCESSIVO al cilindro
  su cui termina la precedente partizione.  In questo csao, /dev/hda1
  termina sul cilindro 203, quindi facciamo partire la successiva
  partizione dal cilindro 204.

  Come vedete, la notazione ``+80M'' specifica una partizione grande 80
  Mb. Similarmente, la notazione ``+80K'' indica una partizione da 80 kb
  e ``+80'' una partizione di soli 80 byte.




  Warning: Linux cannot currently use 33090 sectors of this partition




  Se vedete questo avvertimento potete ignorarlo. Si tratta di quello
  che  rimasto di una vecchia restrizione che obbligava i filesystem
  Linux ad essere grandi 64 Mb. Con le nuove versioni del filesystem
  questo limite non esiste pi... le partizioni possono occupare fino a
  4 Tb.

  Ora creiamo la nostra partizione di swap da 10 Mb, /dev/hda3.



       Command (m for help): n
       Command action
           e   extended
           p   primary partition (1-4)
       p

       Partition number (1-4): 3
       First cylinder (474-683):  474
       Last cylinder or +size or +sizeM or +sizeK (474-683):  +10M




  Visualizziamo di nuovo il contenuto della tavola delle partizioni.
  Scrivetevi tutte le informazioni che compaiono, specialmente la
  dimensione in blocchi di ogni partizione. In seguito avrete bisogno di
  questi dati.



       Command (m for help): p
       Disk /dev/hda: 16 heads, 38 sectors, 683 cylinders
       Units = cylinders of 608 * 512 bytes

            Device Boot  Begin   Start     End  Blocks   Id  System
         /dev/hda1   *       1       1     203   61693    6  DOS 16-bit >=32M
         /dev/hda2         204     204     473   82080   83  Linux native
         /dev/hda3         474     474     507   10336   83  Linux native




  Si noti che la partizione di swap di Linux (in questo caso /dev/hda3)
   di tipo ``Linux nativo''. Dobbiamo cambiare il tipo della partizione
  in ``Linux swap'', in modo che il programma di installazione la
  riconosca come tale. Per far questo si usa il comando ``t'':



       Command (m for help): t
       Partition number (1-4): 3
       Hex code (type L to list codes): 82




  Se digitate ``L'' per avere la lista dei tipi di partizione troverete
  che 82  il codice della partizione swap di Linux.

  Per uscire da fdisk e registrare le modifiche alla tavola delle
  partizioni usate il comando ``w''.  Per abbandonare fdisk SENZA
  salvare i cambiamenti usate invece il comando ``q''.

  Quando uscite da fdisk pu darsi che il programma vi suggerisca di
  riavviare il sistema per essere sicuri che le modifiche abbiano
  effetto. In genere non c' ragione per farlo --- le recenti versioni
  di fdisk e di cfdisk sono in grado di aggiornare le partizioni senza
  bisogno di riavviare il sistema.


  5.6.3.  Passi successivi al partizionamento


  Dopo che avrete modificato la tavola delle partizioni, il programma di
  installazione dovrebbe individuare le partizioni Linux e chiedervi se
  volete attivare la partizione di swap.  Rispondete affermativamente
  (lo si chiede, piuttosto che farlo automaticamente, nel caso abbiate
  un sistema dual-boot e una delle partizioni non-Linux assomigli
  accidentalmente a una zona di swap).

  In seguito il programma vi chieder di associare dei nomi nel
  filesystem Linux (come /, /usr, /var, /tmp, /home, /home2, etc.) con
  ciascuna delle partizioni che userete, escluse quelle di swap.

  C' una sola regola semplice e rigida in tutto questo: ci deve essere
  un filesystem di root, chiamato /, e deve essere avviabile.  Potete
  dare alle altre partizioni Linux i nomi che volete, ma ci sono alcune
  convenzioni su come chiamarle che probabilmente vi semplificheranno la
  vita in seguito.

  In precedenza si  consigliato una schema di base a tre partizioni che
  include una piccola partizione di root, una partizione di medie
  dimensioni per il software di sistema e una partizione grande per le
  directory degli utenti. Tradizionalmente queste partizioni vengono
  chiamate rispettivamente /, /usr e /home. Il nome controintuitivo /usr
  ha la sua origine storica nei giorni in cui i sistemi UNIX (molto pi
  piccoli) ospitavano il software di sistema e le directory degli utenti
  in un'unica partizione distinta da quella di root. Alcuni programmi
  dipendono da questi nomi per il loro corretto funzionamento.

  Se avete pi aree dedicate alle directory degli utenti,  convenzione
  chiamarle /home, /home2, /home3, etc. Questo pu accadere se avete due
  dischi fisici. Sul mio sistema, ad esempio, la struttura del
  filesystem appare cos:



       Filesystem         1024-blocks  Used Available Capacity Mounted on
       /dev/sda1              30719   22337     6796     77%   /
       /dev/sda3             595663  327608   237284     58%   /usr
       /dev/sda4            1371370    1174  1299336      0%   /home
       /dev/sdb1            1000949  643108   306130     68%   /home2




  Il secondo disco rigido (/dev/sdb1) non  in realt dedicato
  interamente a /home; le partizioni di swap su /dev/sda e /dev/sdb non
  sono mostrate.  Potete vedere che /home  la grande area libera su
  /dev/sda e che /home2  l'area utenti di /dev/sdb.

  Se volete creare una partizione per l'area di scratch, di spool, per i
  file temporanei, la e-mail o le news, chiamatela /var.
  Alternativamente potete creare una /usr/var e creare un link simbolico
  chiamato /var che punta ad essa (il programma di installazione pu
  offrirvi una possibilit del genere).

  5.7.  Installazione dei pacchetti software

  Una volta create le partizioni il resto dell'installazione dovrebbe
  essere quasi automatico. Il programma di installazione (sia la
  versione EGA che quella X) vi guider attraverso una serie di men che
  vi consentiranno di specificare l'unit CD-ROM da cui installare il
  software, le partizioni da usare e cos via.

  Qui non entreremo nei dettagli di questa fase dell'installazione.  Si
  tratta di una delle fasi che varia maggiormente da una distribuzione
  all'altra (tradizionalmente i rivenditori competono per aggiungere
  valore a questa fase), ma  anche la parte pi semplice. I programmi
  di installazione sono molto ben documentati, con utili schermate di
  aiuto.


  5.8.  Dopo l'installazione dei pacchetti

  Una volta che l'installazione  terminata, se tutto va bene, il
  programma di installazione vi guider attraverso alcune scelte che
  bisogna fare per configurare il sistema in vista del suo primo avvio
  dal disco rigido.


  5.8.1.  LILO, il LInux LOader

  LILO (che significa ``LInux LOader'')  un programma che consente di
  avviare Linux (e gli altri sistemi operativi, come MS-DOS) dal vostro
  disco rigido.

  Pu darsi che il programma di installazione vi chieda di installare
  LILO sul vostro disco rigido. A meno che non usiate OS/2, rispondete
  di si. OS/2 ha delle esigenze particolari, vedi ``Configurazione
  personalizzata di LILO''.

  Installare LILO come loader primario rende inutile l'uso di un disco
  di avvio: ad ogni avvio  possibile dire a LILO quale sistema
  operativo lanciare.


  5.8.2.  Come creare un disco di avvio (facoltativo)

  Potete anche avere la possibilit di creare un ``disco di avvio
  standard'' da usare per avviare il sistema Linux appena installato.
  Si tratta di un metodo vecchio e non molto comodo, che assume che voi
  normalmente entriate in DOS e usiate il disco di avvio quando volete
  entrare in Linux).

  Per creare questo disco serve un dischetto ad alta densit, vuoto e
  formattato per MS-DOS. Basta inserire il disco quando vi verr
  richiesto e il disco di avvio verr creato (non  come il disco di
  avvio per l'installazione e i due tipi di dischi non sono
  intercambiabili!).


  5.8.3.  Altri aspetti della configurazione di sistema

  Anche la procedura di post-installazione pu presentare parecchie
  scelte guidate, permettendovi di configurare il vostro sistema; questo
  include la specificazione del modem e del mouse cos come il fuso
  orario. Seguite le indicazioni che trovate nei men.

  Vi pu anche essere chiesto di creare degli account per gli utenti o
  di impostare la password dell'account di root (amministrazione); si
  tratta di operazioni semplici e potete seguire le istruzioni sullo
  schermo.
  6.  Avvio del nuovo sistema

  Ora, se tutto  andato come previsto, dovreste essere in grado di
  avviare Linux dal disco rigido usando LILO. Alternativamente dovreste
  poter lanciare Linux dal dischetto di avvio (non il disco di avvio
  originale, bens quello creato dopo l'installazione del software).
  Dopo aver avviato il sistema, entrate come root.  Complimenti! Avete
  il vostro sistema Linux.

  Se lanciate il sistema usando LILO, provate a tenere premuto il tasto
  shift o control durante l'avvio. Vi sar mostrato un prompt; premete
  tab per vedere una lista di scelte. Cos facendo potrete avviare
  Linux, MS-DOS o qualunque altro sistema direttamente da LILO.


  7.  Dopo il primo avvio

  Dovreste avere sullo schermo una richiesta di login del sistema Linux
  appena avviato dal disco rigido. Congratulazioni!


  7.1.  Inizio dell'amministrazione di sistema

  A seconda di come  andata la fase di installazione, a questo punto
  potreste dover creare degli account, cambiare l'hostname o
  (ri)configurare X. Ci sono moltre altre cose che si possono installare
  e configurare, come le periferiche di backup, il collegamento SLIP/PPP
  a un provider Internet e cos via.

  Un buon libro sull'amministrazione dei sistemi UNIX dovrebbe essere di
  aiuto (suggerisco Essential Systems Administration della O'Reilly and
  Associates). Con il passare del tempo imparerete tutto. Per avere
  informazioni sugli altri aspetti della configurazione, dovreste
  leggere gli altri HOWTO di Linux, come il NET-2-HOWTO e il Printing-
  HOWTO.


  7.2.  Configurazione personalizzata di LILO

  LILO  un boot loader che pu essere usato per scegliere all'avvio
  Linux, MS-DOS o altri sistemi operativi.  Probabilmente durante la
  fase di installazione la vostra distribuzione Linux ha gi configurato
  LILO (a meno che non usiate OS/2, questo  quello che dovreste aver
  fatto). In tal caso saltate il resto di questa sezione.

  Se avete installato LILO come boot loader primario esso controller il
  primo passo della sequenza di avvio di tutti i sistemi operativi
  presenti sul disco. Questo va bene se MS-DOS  l'unico altro sistema
  operativo che avete; altrimenti potreste avere OS/2, che ha un suo
  particolare Boot Manager.  In questo caso,  bene che il Boot Manager
  di OS/2 sia il boot loader primario, e si user LILO solo per avviare
  Linux (come boot loader secondario).

  Una dritta importante per chi usa sistemi EIDE: a causa di una
  limitazione del BIOS i settori d'avvio di ogni sistema operativo
  devono risiedere su uno dei primi due dischi fisici.  In caso
  contrario LILO si bloccher dopo aver scritto "LI", da dovunque lo
  avviate.

  Se dovete configurare LILO manualmente  necessario modificare il file
  /etc/lilo.conf. Qui sotto  mostrato un esempio di file di
  configurazione per il caso in cui la partizione root di Linux  su
  /dev/hda2 e MS-DOS  installato su /dev/hdb1 (sul secondo disco
  rigido).


       # Questo dice a LILO di installarsi come boot loader primario su /dev/hda.
       boot = /dev/hda
       # L'immagine di avvio da installare; probabilmente non dovreste cambiarla.
       install = /boot/boot.b

       # Sezione per l'avvio di Linux.
       image = /vmlinuz       # Il kernel  in /vmlinuz
         label = linux        # Chiama "linux" questa configurazione d'avvio
         root = /dev/hda2     # Usa /dev/hda2 come filesystem di root
         vga = ask            # Chiede la modalit VGA
         append = "aha152x=0x340,11,7,1"  # Aggiunge questo alle opzioni di avvio
                                          # in modo da individuare un controller SCSI

       # Sezione per l'avvio di MS-DOS
       other = /dev/hdb1      # Questa  la partizione MS-DOS
         label = msdos        # Chiama "msdos" questa configurazione
         table = /dev/hdb     # Specifica la tavola delle partizioni del secondo disco




  Dopo aver adattato il file /etc/lilo.conf, lanciate /sbin/lilo come
  root. Questa operazione installer LILO sul vostro disco rigido.
  Tenete presente che /sbin/lilo va lanciato ogni volta che ricompilate
  il kernel, per far s che il boot loader lo legga correttamente (non 
  ancora il momento di preoccuparsi per questo, ma tenetelo in mente).

  Si noti come  stata usata l'opzione append in /etc/lilo.conf per
  specificare dei parametri di avvio, come si  gi fatto in precedenza
  con il disco di avvio.

  Ora potete riavviare il sistema dal disco rigido. LILO avvier per
  default il sistema operativo che compare per primo nel file di
  configurazione, in questo caso Linux. Per far comparire il men di
  avvio, nel caso vogliate lanciare un altro sistema operativo, tenete
  premuto il tasto shift o ctrl durante l'avvio; dovreste vedere un
  prompt come questo


       Boot:


  Scrivete qui il nome del sistema operativo da avviare (quello specifi
  cato nella linea label del file di configurazione; in questo caso
  linux o msdos) oppure premete tab per vedere la lista di sistemi avvi
  abili.

  Supponiamo ora che vogliate usare LILO come boot loader secondario, ad
  esempio se volete lanciare Linux dal Boot Manager di OS/2.
  Sfortunatamente per avviare una partizione Linux dal Boot Manager di
  OS/2  necessario creare quella partizione con l'FDISK di OS/2 (non
  quello di Linux) e formattarla come FAT o HPFS, in modo che OS/2 la
  riconosca (ringraziate la IBM).

  Perch LILO avvii Linux dal Boot Manager di OS/2 dovete installare
  LILO nel filesystem di root di Linux (/dev/hda2, nell'esempio discusso
  sopra). In questo caso il file di configurazione di LILO assomiglier
  a questo:








  boot = /dev/hda2
  install = /boot/boot.b
  compact

  image = /vmlinuz
    label = linux
    root = /dev/hda2
    vga = ask




  Notate come  stata modificata la linea boot. Dopo aver lanciato
  /sbin/lilo dovreste poter aggiungere la partizione Linux al Boot
  Manager. Questa tecnica dovrebbe funzionare anche con i boot loader di
  altri sistemi operativi.


  8.  Legalese


  8.1.  Termini d'uso (versione originale)

  This document is copyright 1996 by Eric S. Raymond. You may use,
  disseminate, and reproduce it freely, provided you:


    Do not omit or alter this copyright notice.

    Do not omit or alter or omit the version number and date.

    Do not omit or alter the document's pointer to the current WWW
     version.

    Clearly mark any condensed, altered or versions as such.

  These restrictions are intended to protect potential readers from
  stale or mangled versions.  If you think you have a good case for an
  exception, ask me.


  8.2.  Ringraziamenti

  Ringrazio sentitamente Matt D. Welsh, che ha creato questo HOWTO.  Ho
  rimosso molto del contenuto specificamente orientato alla
  distribuzione Slackware e ho concentrato il resto del documento
  sull'installazione da CD-ROM, ma una parte significativa del materiale
  riportato  ancora dovuta a Matt Welsh.

  La versione 4.1  stata significativamente migliorata grazie ad alcuni
  suggerimenti di David Shao <dshao@best.com>.















