  The teTeX HOWTO: La guida all'installazione locale a Linux-
  teTeX
  Robert Kiesling
  v2.9.1, 21 Agosto 1997

  Questo documento descrive i concetti di base relativi all'instal
  lazione e all'uso con le principali distribuzioni di Linux di teTeX,
  implementazione di TeX e LaTeX, e di alcuni pacchetti utili come
  Ghostscript. "The teTeX HOWTO: The Linux-teTeX Local Guide"  Copy
  right (c) 1997 di Robert A. Kiesling. E' permesso copiare questo docu
  mento, interamente o in parte, purch vengano nominati l'autore ed il
  Linux Documentation Project. Alcuni termini usati sono marchi regis
  trati dei loro rispettivi proprietari. Reclami, suggerimenti, errori
  ed altro devono essere inviati a kiesling@terracom.net in modo che io
  possa mantenere questo documento il pi completo ed aggiornato possi
  bile. La traduzione italiana  stata curata da Samuele Maretti
  samm@amiata.net

  1.  Introduzione.

  FAQ N. 1.  Il mio computer si  appena inghiottito una quantit di
  dati pari a NOVE dischetti ad alta densit. COSA E' SUCCESSO?

  Risposta: Installare teTeX su Chanel3, il mio laptop Compaq,  stato
  come tentare di far cadere esattamente al suo posto una sezione di
  ponte lunga 6 metri da un'altezza di 15 metri. teTeX  un grosso
  pacchetto. Nonostante questo  un'implementazione solo
  sufficientemente completa di TeX 3.1415 e LaTeX 2e per i sistemi
  Linux.  TeX  comunque un grosso oggetto, quindi ti puoi aspettare di
  passare il resto della tua carriera informatica cercando di essere
  aggiornato alle ultime novit nel mondo di TeX. Questo per dire che
  installare ed usare teTeX non  una cosa adatta ai deboli di cuore. E
  non credere di potertela cavare con poco. Questo pacchetto richiede un
  impegno serio e continuo.

  Thomas Esser, l'autore di teTeX, ha fatto un gran lavoro per rendere
  il pacchetto veloce, completo e facile da usare. Dato che TeX 
  implementato praticamente per ogni sistema serio esistente al mondo
  --- ed anche per qualcuno meno serio... --- gli implementatori devono
  far s che possa essere installato facilmente in ognuno di essi.
  Questo giustifica in parte le dimensioni di teTeX. Giustifica anche il
  fatto che i pezzi necessari per mettere insieme un'installazione
  funzionante di teTeX siano sparsi nel sito CTAN pi vicino.

  CTAN  l'acronimo di "Comprehensive TeX Archive Network" (rete degli
  archivi completi di TeX), una serie di siti accessibili via FTP
  anonimo che archiviano programmi, macro, fonts e documentazione
  riguardanti TeX. Probabilmente diventerai familiare con almeno uno dei
  siti CTAN. In questo documento un nome di percorso come
  ~CTAN/contrib/pstricks significa ``la directory contrib/pstricks del
  sito CTAN pi vicino''. La sezione ``Appendice A'' riporta un elenco
  aggiornato dei siti CTAN e dei loro mirror.

  Fortunatamente gli implementatori di alcune distribuzioni di Linux
  hanno premurosamente assemblato per noi tutti i pezzi necessari. teTeX
  si trova in tutte le distribuzioni pi importanti.

  Comunque, se non hai una distribuzione GNU/LINUX fra Slackware, RedHat
  o Debian puoi installare teTeX dalla distribuzione ufficiale CTAN. In
  alcuni casi questa pu essere la scelta migliore. Vedi la Sezione 3
  per ulteriori dettagli.

  Se teTeX  gi installato nel tuo sistema e vuoi capire come usarlo,
  salta questa sezione e la prossima e vai direttamente alla sezione
  ``Usare teTeX''.

  2.  Cos' TeX? Cos' LaTeX? Cos' teTeX?



  teTeX  un'implementazione di TeX per i sistemi UNIX. Nasce dal lavoro
  di Thomas Esser, te@informatik.uni-hannover.de. Nella versione per
  Linux di teTeX i programmi vengono forniti in forma eseguibile sotto
  Linux e i fonts in forma usabile da teTeX. (Le sezioni che descrivono
  l'installazione di teTeX riguardano la versione di Linux per i
  processori i386.  L'installazione di teTeX su MkLinux o su Linux per i
  processori Alpha dovrebbe comunque richiedere la sostituzione dei soli
  programmi con quelli appropriati alla specifica versione). Il resto,
  gli stessi TeX e LaTeX, pu essere usato su macchine diverse.  Oltre
  agli eseguibili, la distribuzione include tutti i pacchetti TeX e
  LaTeX, metafont e il suo codice sorgente, bibtex(1), makeindex(1), e
  tutta la documentazione... pi di 4 Megabyte. La documentazione
  descrive ogni cosa di cui prevedibilmente avrai bisogno per
  cominciare. Quindi sarebbe bene installarla tutta. Non solo per
  leggerla, ma anche perch i documenti costituiscono dei buoni esempi
  di codice ``reale'' per TeX e LaTeX.

  Confrontata con le altre implementazioni di TeX, l'installazione di
  teTeX  quasi banale anche non disponendo di una delle distribuzioni
  di Linux che lo contiene, se non si conta lo sforzo necessario a
  scaricare i pacchetti via FTP anonimo o ad inserire e togliere decine
  e decine di dischetti a mano. Se poi la tua distribuzione di teTeX si
  trova su CD-ROM ci vuole anche meno fatica...

  TeX  un sistema di composizione tipografica sviluppato dal Professor
  Donald Knuth della Stanford University. E' un linguaggio di
  composizione di basso livello su cui si basano tutti i pacchetti di
  livello pi alto come LaTeX. Fondamentalmente LaTeX  un insieme di
  macro che TeX pu eseguire e che danno all'utente finale la
  possibilit di usare comodamente dei formati di documenti predefiniti.
  Se ti piacciono i formati di LaTeX probabilmente non avrai mai la
  necessit di imparare a programmare TeX a basso livello. La differenza
  fra i due linguaggi  analoga a quella fra l'assembler e il C. Puoi
  avere la velocit e la flessibilit di TeX o la comodit di LaTeX.
  Questo ci porta alla prossima risposta,

  Risposta: E` qui sopra! Ora voglio sapere esattamente di cosa ho
  bisogno prima di poter avere TeX sul mio sistema!

  E' importante ricordare che TeX gestisce nel processo di preparazione
  dei documenti solo la parte di composizione. Generare un documento con
  TeX  come compilare codice sorgente: si ottiene del codice oggetto
  che deve per ancora essere linkato. Si prepara un file con un editor
  di testi -- quello che  generalmente conosciuto come ``word
  processing'' -- e si fa poi elaborare il file da TeX, ottenendo un
  file ``indipendente dal dispositivo'', detto ``file .dvi'' (DeVice
  Independent).

  Hai anche bisogno di driver per la tua stampante e per la scheda
  video.  Questi driver traducono i file .dvi prodotti da TeX in un
  formato comprensibile da stampante o scheda video per mostrare il
  documento sullo schermo o sulla carta. Questi programmi vengono detti,
  nell'insieme, ``dviware''. Per esempio, lo stesso TeX fa solo
  richieste per i fonts da usare. E' poi compito del driver .dvi fornire
  effettivamente quei fonts al dispositivo di uscita, sia esso lo
  schermo o la stampante. Questo passo ulteriore pu sembrare
  eccessivamente complicato, ma, in quanto indipendente dal dispositivo,
  fa s che i documenti appaiano allo stesso modo su diversi dispositivi
  senza che nessuna modifica sia apportata ai documenti originali.

  In effetti, molta della complessit di TeX, e quindi anche di LaTeX,
  deriva dall'implementazione di vari sistemi di fonts e dal modo in cui
  questi fonts sono specificati. Un importante miglioramento di LaTeX 2e
  rispetto al suo predecessore  stato il modo in cui l'utente pu
  specificare i fonts, detto in precedenza ``New Font Selection Scheme''
  (nuovo schema di selezione del font, vedi le sezioni ``Caratteri e
  stili'' e ``Usare fonts PostScript''.)

  teTeX viene distribuito insieme a una dozzina circa di fonts, e questo
   abbastanza per cominciare. Ci sono anche le descrizioni della
  metrica dei fonts, nei file .tfm (TeX font metric). Per generare gli
  altri fonts di cui puoi avere bisogno devi solo installare i sorgenti
  di metafont. I vari driver .dvi provvederanno automaticamente a
  richiamare metafont per generare ``al volo'' i caratteri Computer
  Modern di cui hanno bisogno.

  A proposito, le lettere della parola ``TeX'' sono lettere
  dell'alfabeto greco, tau-epsilon-chi. Non si tratta di un'associazione
  studentesca, ma della radice della parola greca techne, che significa
  ``arte'' e/o ``scienza''. ``TeX'' non si pronuncia come la prima
  sillaba di ``Texas'', ma, per usare le parole del Professor Knuth in
  un esempio di The TeXBook (vedi sotto), deve essere pronunciato in
  modo da far rima con ``yecch''. (Deve essere pronunciato ``tec'', come
  in ``tecnologia'', insomma). La parola usando dei dispositivi a
  carattere dovrebbe essere sempre scritta ``TeX'' con questo esatto uso
  di lettere maiuscole e minuscole; c' poi una macro, \TeX{}, che
  dovrebbe essere usata nei documenti composti con TeX stesso. In questo
  modo TeX viene distinto dagli altri sistemi di composizione.

  Per preparare un file per TeX pu essere usato uno qualsiasi degli
  editor disponibili sotto Linux --- nvi(1), jed(1), joe(1), jove(1),
  vi(1), vim(1), stevie(1), emacs(1), microemacs --- o comunque un
  editor in grado di leggere e scrivere file in formato ASCII standard.
  Quello che personalmente preferisco  la versione GNU di emacs(1);
  questo per diverse ragioni:


    Emacs dispone di modi TeX e LaTeX, per cui non c' bisogno di un
     editor la cui unica funzione sia scrivere codice TeX (o LaTeX).

    Emacs pu inserire automaticamente, mentre stai digitando, le
     ``virgolette tipografiche'' di TeX piuttosto di quelle "standard
     ASCII".

    Emacs dispone di un supporto integrato per texinfo e makeinfo, un
     sistema di documentazione ipertestuale.

    Emacs  ampiamente supportato. La versione 19.34, ad esempio, 
     inclusa nelle principali distribuzioni Linux statunitensi.

    Emacs fa tutto tranne imburrare il pane al mattino.

    Emacs  free software.

  Ci sono un sacco di programmi da mettere insieme. Nel frattempo, puoi
  cominciare ad ``imparare'' TeX e LaTeX. Ricorda che teTeX e i
  pacchetti di font sono stati disegnati come due entit distinte: gli
  eseguibili e gli script della shell di teTeX che vengono distribuiti
  con Linux sono specifici per il sistema, ma altre distribuzioni di
  font come CM, DC, American Mathematical Society funzionano su molti
  sistemi diversi. Mentre stai lavorando per mettere insieme i vari file
  puoi fare delle pause per individuare la documentazione di cui avrai
  bisogno.





  2.1.  Dove trovare altre informazioni.

  Ci sono manuali disponibili sia a pagamento che attraverso Internet. A
  giudicare dal numero di volte in cui vengono nominati nel newsgroup
  comp.text.tex, i pi utili testi disponibili a pagamento per chi
  comincia (in inglese) sono:

  LaTeX: A Document Preparation System, di Leslie Lamport, 272 pp. Se
  usi LaTeX invece del TeX puro (il che  fortemente raccomandato)
  questo  sicuramente il principale testo di riferimento.

  Se invece devi usare il TeX puro, The TeXBook di Donald Knuth, 483
  pp.,  il testo di riferimento. E' necessario anche se hai intenzione
  di scrivere macro o pacchetti per LaTeX.

  The LaTeX Companion, di Michel Goosens, Frank Mittelbach, e Alexander
  Samarin, 530 pp.,  pi avanzato del Lamport di cui ho parlato sopra.
  Se ti stai avvicinando a TeX o LaTeX per la prima volta ti puoi
  sentire un po' perso leggendolo ( quello che  successo a me).
  Comunque, quando hai bisogno di aggiungere dei pacchetti come PSNFSS
  (vedi la sezione ``Usare fonts PostScript''.), o bibtex(1), un
  programma per la gestione delle bibliografie, questo libro  uno dei
  migliori sul mercato.

  Nel sito CTAN pi vicino puoi trovare questi documenti, stavolta
  gratuitamente:

  The Not So Short Introduction to LaTeX2e, di Tobias Oetiker, Hubert
  Partl, Irene Hyna, e Elisabeth Schlegl, 69 pp. Questo meraviglioso
  documento si trova nella directory ~CTAN/packages/TeX/info/lshort/*.

  Sono disponibili versioni PostScript o .dvi del documento, pronte per
  essere stampate, oppure il documento in formato nativo LaTeX.  Ce n'
  anche una versione in Tedesco: lkurz.*. Assicurati di leggere il file
  README per prima cosa!

  A Gentle Introduction to TeX: A Manual for Self-Study, di Michael
  Doob, 91 pp. Questo documento  archiviato come
  ~CTAN:packages/TeX/info/gentle.tex. Necessariamente questo documento
  copre meno argomenti della sua controparte LaTeX descritta in
  precedenza. Comunque, ti porter negli stessi posti dei manuali LaTeX.
  Se devi usare TeX per i tuoi documenti, questo manuale fa chiarezza su
  molte delle sue difficolt e ne rende l'uso abbastanza semplice.

  ``IMPRINT: The Newsletter of Digital Typography,'' edited by Robert
  Kiesling. Mi rendo conto che questa  pubblicit VISTOSA e SFACCIATA.
  Comunque dovresti sapere che IMPRINT  una rivista gratuita in formato
  ASCII disponibile via posta elettronica. Esce approssimativamente una
  volta al mese e copre una vasta gamma di argomenti relativi
  all'elaborazione digitale di testi e immagini a vari livelli, sia per
  principianti che per esperti. Molti degli argomenti trattati si
  applicano direttamente o indirettamente a TeX. Molta importanza  data
  alla produzione di materiale stampato in standard industriale. Per
  abbonarti a IMPRINT, manda un messaggio breve e leggibile da un essere
  umano a me all'indirizzo imprint@macline.com.

  The LaTeX Catalogue  un elenco in formato bibtex(1) dei pacchetti
  LaTeX disponibili, compilato e mantenuto da Graham Williams. E'
  incluso in teTeX, e la versione pi recente  disponibile sul World
  Wide Web. Hai bisogno di un pacchetto che stampa bordi o note a
  margine? Sicuramente lo troverai qui. The LaTeX Catalogue fa parte
  della libreria di teTeX e si trova nella directory
  teTeX/texmf/doc/Catalog, e sul Web all'indirizzo
  http://cbr.dit.csiro.au/~gjw.  Vedi la sezione ``Pacchetti di
  espansione per LaTeX ed altre  risorse'' per ulteriori dettagli sui
  pacchetti LaTeX.
  Il Manuale di Ghostscript di Thomas Merz, che  l'appendice su
  Ghostscript del libro PostScript \& Acrobat/PDF: Applications,
  Troubleshooting, and Cross-Platform Publishing. E' disponibile sulla
  home page di Ghostscript (vedi la sezione ``Ghostscript V. 5.03''), o
  sulla home page di Merz, http://www.muc.de/~tm/.

  Naturalmente ci sono anche altre guide all'uso di TeX e LaTeX, che
  trattano a vari livelli vari aspetti di questi sistemi. I documenti
  citati in precedenza sono, comunque, i pi completi che io conosca e
  sono rivolti ai principianti (o quasi).

  Se le cose diventano particolarmente difficili, pu essere una buona
  idea fare un po' di acquisti presso un buon negozio di articoli per
  ufficio: qualche risma di carta per fotocopie perforata, dei
  raccoglitori abbastanza spessi e linguette per indici. Quando arriva
  il momento di stampare i documenti avrai bisogno di un posto dove
  tenerli, e la cosa pi utile sembra essere tenerli su carta. Questo 
  sicuramente uno degli aspetti pi strani della documentazione tecnica.

  Come avrai notato i documenti menzionati sono indipendenti
  dall'hardware.  Non ti diranno nulla di specifico su teTeX. Molti di
  essi, in effetti, fanno riferimento ad una mitica ``Local Guide''
  (guida locale). Il documento che stai leggendo, e molti dei documenti
  distribuiti con teTeX, rappresentano la non-cos-mitica guida locale
  all'installazione ed all'uso di teTeX con Linux.


  3.  Note sull'installazione.

  Tutte le principali distribuzioni di Linux comprendono versioni di
  teTeX, e ogni distribuzione ha le sue idiosincrasie. I metodi con cui
  le varie versioni gestiscono i pacchetti sono in gran parte
  incompatibili. Se provi ad installare teTeX da un'altra distribuzione,
  forse riuscirai ad installarlo, ma sicuramente farai una gran
  confusione nel database di gestione dei pacchetti del tuo sistema. Al
  momento di installare teTeX consulta fra quelle che seguono la sezione
  che corrisponde alla distribuzione di Linux che usi.

  Installare teTeX  sorprendentemente facile per un pacchetto di queste
  dimensioni. Questo documento descrive solo le principali distribuzioni
  free di Linux disponibili negli Stati Uniti, poich non ho avuto tempo
  per procurarmi o installare le distribuzioni europee come S.u.S.E.

  Comunque la distribuzione teTeX generica non  pi difficile da
  installare degli altri pacchetti Linux. Vedi la sezione ``La
  distribuzione generica CTAN''.

  L'installazione della distribuzione teTeX generica CTAN dovrebbe
  essere presa in seria considerazione se:

    Il tuo sistema non  basato su una delle distribuzioni standard di
     Linux.

    Non hai privilegi da amministratore (root) del tuo sistema.

    Vuoi o hai bisogno della pi recente versione di teTeX, o LaTeX.

    Non hai abbastanza spazio su disco per un'installazione completa.

    Vuoi installare teTeX da qualche altra parte che non sia il file
     system /usr.

    Vorresti condividere la tua installazione di teTeX su una rete su
     cui si trovano sistemi che montano una diversa variante di UNIX. In
     questo caso, dovresti seriamente considerare la possibilit di
     installare il codice sorgente. Vedi la sezione ``Installazione
     della distribuzione sorgente''.

    Vuoi avere l'ultima versione dei fonts di pubblico dominio Type 1
     di teTeX, che sono migliori dei fonts inclusi con le versioni pi
     vecchie.

  Un'installazione completa della distribuzione binaria richiede 40-50
  Mb di spazio su disco, e compilare la distribuzione a partire dal
  codice sorgente richiede circa 75 Mb, quindi assicurati di avere
  questo spazio su disco prima di cominciare. Non c' bisogno del
  compilatore gcc(1) o del sistema X Windows (comunque X  certamente di
  aiuto perch rende facile avere un'anteprima dei documenti sullo
  schermo).  Tutto ci di cui hai bisogno  un editor in grado di
  produrre testo in formato ASCII standard (vedi la sezione 2). Cosa c'
  di pi semplice?

  Ghostscript V. 5.03 permette la stampa di documenti PostScript su
  stampanti non PostScript, e permette di avere anteprime dei documenti
  PostScript su monitor VGA o attraverso X Windows. Se hai una stampante
  PostScript non avrai bisogno di Ghostscript solo per stampare
  documenti PostScript. Ghostscript ha capacit maggiori, comunque, ma
  la descrizione completa va al di l degli scopi di questo HOWTO.

  APSFILTER pu automatizzare il trattamento dei documenti per la
  stampa, rendendo molto pi facile la vita con la tua stampante. Vedi
  la sezione ``APSFILTER''.

  Per informazioni relative all'installazione di un demone di stampa e
  sulla configurazione delle stampanti sotto Linux, vedi la sezione ``Il
  demone lpd(8)'', e consulta il Printing-HOWTO.


  3.1.  La distribuzione generica CTAN, V. 0.4.

  Puoi procurarti i file da uno dei siti CTAN elencati nella sezione
  ``Appendice A''. Negli esempi che seguono, i file sono stati presi dal
  sito CTAN ftp.tex.ac.uk.


  3.1.1.  Installazione della distribuzione binaria.


  3.1.1.1.  Installazione minima.

  Per prima cosa, collegati al sito FTP ftp.tex.ac.uk, e vai (cd) nella
  directory


  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/


  Scarica i file

  INSTALL.bin
  install.sh


  e mettili nella directory di livello pi alto nella quale vuoi instal
  lare teTeX (quella che conterr tutti i componenti necessari al fun
  zionamento di teTeX: file e directory): per esempio /var/teTeX se vuoi
  installare teTeX nel file system /var

  Stampa il file INSTALL.bin. Tienilo a portata di mano, poich spiega
  come effettuare un'installazione minima di teTeX. L'installazione
  minima richiede solo 10-15 Mb di spazio su disco, ma la cosa migliore
   sicuramente installare tutto il pacchetto teTeX se possibile. Per
  l'installazione minima avrai bisogno dei file:

  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/base/latex-base.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/base/tetex-base.tar.gz


  Avrai bisogno anche di uno dei due file compressi che contengono i
  programmi teTeX in forma eseguibile. Scarica il file:

  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/binaries/i386-linux.tar.gz


  se il tuo sistema usa le librerie condivise ELF di Linux, ld.so(1)
  versione 1.73 o superiore, e clibs versione 5.09 o superiore. Altri
  menti prendi il file

  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/binaries/i386-linuxaout.tar.gz


  che  compilato per sistemi che usano le vecchie librerie statiche per
  il formato a.out.

  Poi, seguendo le istruzioni nel file INSTALL.bin, esegui il comando

  sh ./install.sh


  dalla directory di livello pi alto di teTeX (assicurati che anche i
  file compressi di teTeX si trovino l). Dopo un po' il programma di
  installazione ti avvertir della mancanza di alcuni dei pacchetti di
  teTeX. Comunque, se quello che vuoi  un'installazione minima di
  teTeX, puoi ignorare l'avvertimento e continuare. Per la configu
  razione di base del sistema teTeX, vedi la sezione ``Configurazione di
  base del sistema''.

  Per installare gli altri pacchetti consulta la sezione seguente.


  3.1.1.2.  Installazione completa.

  Per eseguire un'installazione completa di teTeX scarica, oltre ai file
  elencati nella sezione precedente, i seguenti:
























  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/doc/ams-doc.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/doc/bibtex-doc.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/doc/eplain-doc.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/doc/fonts-doc.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/doc/general-doc.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/doc/generic-doc.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/doc/latex-doc.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/doc/makeindex-doc.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/doc/metapost-doc.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/doc/programs-doc.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/fonts/ams-fonts.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/fonts/dc-fonts.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/fonts/ec-fonts.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/fonts/misc-fonts.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/fonts/postscript-fonts.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/fonts/sauter-fonts.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/goodies/amstex.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/goodies/bibtex.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/goodies/eplain.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/goodies/latex-extra.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/goodies/metapost.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/goodies/pictex.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/goodies/pstricks.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/goodies/texdraw.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/goodies/xypic.tar.gz


  Tutti questi dovrebbero essere messi nella directory di livello pi
  alto di teTeX. Come per l'installazione minima, esegui il comando

  sh ./install.sh



  3.1.1.3.  Configurazione di base del sistema.

  Lo script install.sh dopo aver determinato quali file di teTeX sono
  presenti, ti presenter un menu con una serie di opzioni. L'unica
  scelta che devi fare a questo punto riguarda la directory di livello
  pi alto in cui vuoi che teTeX sia installato (opzione ``D''). Devi,
  naturalmente, scegliere una directory sulla cui directory padre hai
  privilegi di scrittura. Per esempio, se volessi installare teTeX sulla
  tua directory home, dovresti specificare la directory su cui
  installare teTeX nel modo seguente:

  /home/john.q.public/teTeX


  e, ritornato al menu principale, scegliere ``I'' per continuare con
  l'installazione. Non  necessario che la directory esista gi: lo
  script install.sh  in grado di crearla.

  Un opzione che vale la pena usare  quella che consente di scegliere
  una directory alternativa per i fonts generati. Anche se pensi di
  dover usare solo fonts PostScript Type 1, potresti dover elaborare un
  file che richiede i fonts Computer Modern. Questa opzione richiede
  l'inserimento della directory da usare. Devi avere privilegi di
  scrittura sul padre di questa directory. Seguendo l'esempio
  precedente, potresti specificare:

  /home/john.q.public/texfonts


  o, se vuoi che i fonts generati siano accessibili da tutti gli utenti
  del sistema, specifica una directory come

  /var/texfonts


  La mia raccomandazione  quella di non usare la directory proposta per
  questa opzione, /var/tmp/texfonts, perch i fonts generati potrebbero
  essere cancellati al successivo riavvio e dovrebbero essere generati
  ancora qualora fossero di nuovo necessari.

  Dopo che hai scelto l'opzione ``I'' e install.sh ha installato i file,
  impostato i permessi e generato link e file di formato, il programma
  terminer con un messaggio che dice di aggiungere alla variabile di
  ambiente $PATH la directory in cui sono installati i programmi di
  teTeX, e quelle in cui si trovano le pagine di manuale ed i file di
  informazioni alle variabili $MANPATH e $INFOPATH.  Per esempio,
  aggiungi le seguenti linee:

  export PATH=$PATH:"/home/john.q.public/teTeX/bin"
  export MANPATH=$MANPATH":/home/john.q.public/teTeX/man"
  export INFOPATH$=INFOPATH":/home/john.q.public/teTeX/info"


  al tuo ~/.bash_profile se bash(1)  la tua shell, o al tuo ~/.profile
  se usi un'altra shell.

  Scollegati (log out) e ricollegati (log in), in modo che le variabili
  di ambiente siano registrate. Poi esegui il comando

  texconfig confall


  per assicurarti che l'installazione sia corretta.

  Puoi poi configurare specificamente teTeX per il tuo hardware. Vedi la
  sezione ``Dettagli sulla  configurazione dopo l'installazione''.


  3.1.2.  Installazione della distribuzione sorgente.

  Per installare il codice sorgente di teTeX V. 0.4, collegati via FTP
  ad un sito CTAN come ftp://ftp.tex.ac.uk e scarica i seguenti file:

  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/INSTALL.src
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/sources/README.texmf-src
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/sources/teTeX-lib-0.4pl8.tar.gz
  ctan/tex-archive/systems/unix/teTeX/distrib/sources/teTeX-src-0.4pl7.tar.gz



  Leggi le istruzioni in INSTALL.src, poi collegati come root e
  decomprimi i file in una directory sulla quale hai privilegi di
  lettura, scrittura ed esecuzione.

  Ricorda di usare tar(1) con l'argomento p, e l'opzione noclobber di
  bash(1). Puoi fare questo usando il comando non intuitivo

  set +o noclobber


  L'argomento +o di set serve a non impostare una variabile, esattamente
  il contrario di quello che ci si potrebbe aspettare (``set'' significa
  ``impostare'').

  Il file teTeX-lib-0.4pl8.tar.gz creer la directory ./teTeX. Il file
  teTeX-src-0.4pl7.tar.gz creer la directory teTeX-src-0.4. Stampa il
  file INSTALL.src e tienilo a portata di mano per i passi seguenti.
  Passa alla directory ./teTeX-src-0.4 e, seguendo le istruzioni nel
  file INSTALL.src, modifica il ./Makefile.

  Devi assegnare alla variabile TETEXDIR il percorso assoluto della
  sottodirectory teTeX della directory in cui hai decompresso il codice
  sorgente e le librerie. Per esempio, se hai decompresso i file nella
  tua directory home, assegna a TETEXDIR

  /home/john.q.public/teTeX



  Le rimanenti opzioni del Makefile sono piuttosto generiche. Con la
  versione 2.7.2 e successive di gcc(1) non ci dovrebbe essere bisogno
  di altre modifiche, a meno che tu non abbia un compilatore e delle
  librerie non standard, o che tu voglia ulteriori ottimizzazioni, o per
  qualche altro motivo. Assicurati che le variabili USE_DIALOG,
  USE_NCURSES, e HAVE_NCURSES siano impostate correttamente per il tuo
  sistema, perch il programma dialog ha bisogno delle librerie ncurses.
  Una libreria ncurses(3x)  inclusa nella distribuzione sorgente, per
  cui i valori gi presenti nel Makefile dovrebbero andar bene. Se non
  riesci a compilare o linkare ncurses(3x), texconfig(1) pu essere
  eseguito anche dalla linea di comando.

  Se hai fatto tutto correttamente fino a questo punto, dopo essere
  andato sulla directory di livello pi alto in cui hai installato i
  sorgenti, dovresti poter digitare make world e rilassarti finch gli
  eseguibili di teTeX non sono stati compilati. Ci possono volere anche
  alcune ore.

  Una volta che la compilazione  terminata, aggiungi le directory di
  teTeX alle variabili di ambiente $PATH, $MANPATH, e $INFOPATH.
  Continuando con l'esempio precedente, le linee che dovrebbero essere
  aggiunte al file ~/.bash_profile, sono:

  export PATH=$PATH":/home/john.q.public/teTeX/bin/i386-linux"
  export MANPATH=$MANPATH":/home/john.q.public/teTeX/man"
  export INFOPATH=$INFOPATH":/home/john.q.public/teTeX/info"



  La variabile $PATH  diversa nella distribuzione sorgente e nella
  distribuzione binaria. Nota che ora la directory in cui si trovano gli
  eseguibili  teTeX/bin/i386-linux invece di teTeX/bin come nella
  distribuzione binaria.

  A questo punto puoi eseguire texconfig confall per assicurarti che i
  percorsi sono stati correttamente impostati, e poi precedere a
  configurare teTeX come nella distribuzione binaria. Vedi la sezione
  ``Dettagli sulla configurazione dopo l'installazione''.



  3.2.  Distribuzioni Linux.


  3.2.1.  Slackware 3.2.

  Per prima cosa, collegati al pi vicino sito FTP che mantiene un
  archivio Linux. Il mio  wuarchive.wustl.edu. Cerca la directory che
  contiene i dischetti della distribuzione Slackware. Su
  wuarchive.wustl.edu :

  systems/linux/sunsite/distributions/Slackware/slakware/.



  I siti che mantengono una copia di sunsite.unc.edu hanno questi
  dischetti nella directory distributions/Slackware/slakware/. Il
  pacchetto teTeX completo  contenuto nella serie t di dischi
  Slackware. Scarica tutti i nove dischi della serie t, cio i dischi t1
  - t9. Li devi anche tenere in ordine. Metti i file in sottodirectory
  del tuo hard disk dal nome t1 - t9, oppure su dischetti, scrivendo su
  ognuno di essi il nome relativo (da t1 a t9). Li installeremo a mano.

  Non  difficile. Il programma di installazione Slackware crea le
  directory e decomprime i file. D anche una descrizione di ciascun
  modulo della distribuzione, il che ti permette di scegliere se
  installarlo o meno. Nel caso di teTeX, comunque, installerai tutto,
  dato che questa  senz'altro la cosa migliore.

  Assumeremo d'ora in poi che tu abbia i nove dischetti di teTeX della
  distribuzione Slackware, preparati come abbiamo visto sopra. Avrai
  molti file con estensione .tgz. Questa estensione  un'abbreviazione
  per un archivio tar(1) compresso con gzip. Tutti i nomi rispettano la
  limitazione imposta da MS-DOS per i nomi di file (8+3 caratteri: non
  sei felice di aver deciso di ripulire le tue partizioni DOS e di
  installare Linux al suo posto?) Puoi quindi usare una partizione DOS
  dell'hard disk o dischetti in formato DOS per questi file; questi
  ultimi iniziano con le lettere tb, td, o tm, e cos via: queste sono
  le abbreviazioni scelte dagli implementatori per ``TeX binary'', ``TeX
  documentation'', ``TeX macro'' e cos via. La differenza comunque per
  noi  puramente accademica perch installeremo tutto.

  Esegui il programma install della distribuzione Slackware. Non ti devi
  preoccupare di riconfigurare il sistema, scegli semplicemente
  l'opzione che consente di aggiungere nuovo software. Indica dove sono
  memorizzati i file di teTeX (dischetti, partizione dell'hard disk, CD-
  ROM), specifica che vuoi installare la serie t e che non vuoi che ti
  venga chiesto quali moduli installare -- semplicemente installa tutto
  quello che si trova nei dischetti della serie t. Ti sar richiesto di
  inserire i dischetti nel drive se hai scelto di installare da
  dischetto. Se invece hai scelto l'installazione da hard disk o CD-ROM
  non dovrai fare pi niente.


  3.2.1.1.  Installazione manuale dalla distribuzione Slackware.

  Questa sezione  rivolta a coloro che, per una ragione o un'altra,
  vogliono installare teTeX manualmente da una distribuzione Linux.

  Assumeremo che tu abbia la serie t della distribuzione Slackware,
  contenente teTeX, su dischetti con etichette t1 - t9. Monta il
  dischetto t1 nel modo seguente:

  mount /dev/fd0 /mnt


  se il tuo sistema Linux  configurato in modo standard. In effetti,
  puoi montare il dischetto in qualsiasi directory: dovrai solo sosti
  tuire nei prossimi passi gli appropriati nomi di directory.

  Poi devi creare la directory di livello pi alto di teTeX: teTeX
  considera i nomi di directory relativamente alla posizione dei suoi
  programmi, ma la distribuzione Slackware  archiviata relativamente
  alla directory radice dell'hard disk. Quindi la directory di livello
  pi alto di teTeX sar:

  /usr/lib/teTeX




  Copia tutti i file .tgz della distribuzione in /usr/lib/teTeX ed
  esegui i comandi che seguono:

  dovresti essere collegato come root e trovarti nella directory radice,
  /, per questi passi. Ho usato il file tb-xfig.tgz a scopo
  dimostrativo: naturalmente dovrai sostituire tutti i nomi dei file da
  scompattare.

  cp /mnt/tb-xfig.tgz /usr/lib/teTeX
  tar -zxvf /usr/lib/teTeX/tb-xfig.tar  # l'opzione v per vedere cosa succede!
  rm /usr/lib/teTeX/tb-xfig.tgz



  La maggior parte dei pacchetti Slackware che ho visto contengono uno
  script di installazione, che il programma di installazione esegue dopo
  aver decompresso i file. Se nella directory install, dopo che hai
  decompresso i file, c' uno script di nome doinst.sh, eseguilo
  (collegato come root), digitando:

  sh < /install/doinst.sh



  Pu essere allarmante vedere tutti quei nomi scorrere sullo schermo
  mentre i file vengono decompressi. Rilassati! Fai una pausa, piena la
  tua tazza di caff (o di qualunque cosa stai bevendo). Ci sono solo
  poche cose che devi ancora fare per installare teTeX. Sono descritte
  nella Sezione 4.


  3.2.2.  Debian GNU/Linux, V. 1.3.

  Installare teTeX dai pacchetti Debian  veramente semplice. Scarica la
  versione stabile pi recente dei file teTeX da ftp.debian.org. La
  distribuzione teTeX si trova nella directory

  pub/debian/bo/binary-i386/tex



  Scarica i seguenti file compressi via FTP anonimo (ricorda di
  impostare il modo binario per il trasferimento).

  tetex-base_0.4pl6-5.deb
  tetex-bin_0.4pl6-8.deb
  tetex-dev_0.4pl6-8.deb
  tetex-doc_0.4pl6-1.deb
  tetex-extra_0.4pl6-4.deb



  Una volta che tutti i file si trovano al sicuro sul tuo hard disk,
  ``diventa'' root (con il comando su) e installali usando il programma
  dpkg(1):

  dpkg -i tetex-base_0.4pl6-5.deb
  dpkg -i tetex-bin_0.4pl6-8.deb
  dpkg -i tetex-dev_0.4pl6-8.deb
  dpkg -i tetex-doc_0.4pl6-1.deb
  dpkg -i tetex-extra_0.4pl6-4.deb



  Ci vorr un po' di tempo, perch i pacchetti Debian contengono gli
  script necessari per controllare eventuali vecchie installazioni di
  TeX, creare i file .fmt per TeX e LaTeX, costruire il database di
  ricerca dei percorsi e sistemare altri dettagli. Una volta che tutto 
  finito dovresti avere un'installazione di teTeX completamente
  funzionante che ha bisogno solo di essere configurata per i dettagli
  del tuo sistema.  Vedi la sezione ``Dettagli sulla  configurazione
  dopo l'installazione''.


  3.2.3.  RedHat V. 4.2.

  Si potrebbero installare anche solo delle parti scelte di teTeX dalla
  distribuzione RedHat, ma per coerenza con la filosofia delle altre
  sezioni, assumeremo che tu, avendo bisogno di tutti i servizi offerti
  da teTeX, installi la distribuzione completa.

  Per installare teTeX dai pacchetti RPM di RedHat sotto RedHat Linux v.
  4.2, collegati via FTP al sito sunsite.unc.edu. Dalla directory


  pub/Linux/distributions/redhat/current/i386/RedHat/RPMS/


  dopo aver impostato il modo binario per il trasferimento scarica i
  seguenti file:

  tetex-0.4pl8-5.i386.rpm
  tetex-latex-0.4pl8-5.i386.rpm
  tetex-afm-0.4pl8-5.i38 6.rpm
  tetex-dvilj-0.4pl8-5.i386.rpm
  tetex-dvips-0.4pl8-5.i386.rpm
  tetex-xdvi-0.4pl8-5.i386.rpm
  tetex-texmf-src-0.4pl8-5.i386.rpm



  Quest'ultimo file pu non essere strettamente necessario. Contiene i
  sorgenti LaTeX, nel caso tu voglia installare da solo LaTeX. Se stai
  pensando di aggiornare LaTeX indipendentemente in futuro pu essere
  utile avere questo file.

  Installa i file sopra nell'ordine dato, usando il comando rpm -i,
  quindi vai alla sezione ``Dettagli sulla configurazione dopo
  l'installazione''.


  3.3.  Ghostscript V. 5.03.

  Lo sviluppo di Ghostscript  rapido, e i cambiamenti che vengono
  apportati ad ogni versione rispetto alla precedente sono
  significativi.  Quindi vale la pena installare la versione di
  Ghostscript disponibile sulla sua home page,
  http://www.cs.wisc.edu/~ghost.

  Nel momento in cui scrivo la versione pi recente  la 5.03.
  L'archivio di Ghostscript per Linux contiene i seguenti file:

  ghostscript-5.03gnu.tar.gz
  ghostscript-5.03jpeg.tar.gz
  ghostscript-5.03libpng.tar.gz
  ghostscript-5.03zlib.tar.gz
  ghostscript-fonts-std-5.03.tar.gz
  ghostscript-fonts-other-5.03.tar.gz


  Cos' Ghostscript, e perch ne hai bisogno? Tecnicamente, Ghostscript
   un ``processore di immagini Raster''. Traduce codice PostScript in
  molti formati come quello della tua stampante o della tua scheda
  video, siano o no in grado di capire da soli il linguaggio PostScript.
  Praticamente, Ghostscript ti permette di usare fonts Type 1, e di met
  tere insieme su ogni stampante o video che Ghostscript conosce testi e
  grafica.

  La qualit dei fonts distribuiti con il programma  aumentata
  costantemente nelle ultime versioni. O forse nelle versioni pi
  recenti di Ghostscript  migliorata la qualit del rendering dei
  fonts. In ogni caso, questo va a beneficio degli utenti Linux, che
  probabilmente non possono spendere centinaia di migliaia di lire per
  acquistare dei fonts distribuiti commercialmente. Dato che Ghostscript
  pu capire le richieste di fonts di dvips(1),  insieme a Ghostscript
  che  fornita una libreria di fonts, e non con teTeX.  Comunque i file
  contenenti le informazioni per la metrica dei fonts, che hanno
  l'estensione .afm, sono inclusi nella distribuzione di teTeX.

  Per informazioni sull'uso di Ghostscript, consulta anche il file
  use.txt presente nella distribuzione di Ghostscript, ed il Printing-
  HOWTO. Su Internet  anche disponibile un manuale di Ghostscript: vedi
  ``Dove trovare altre informazioni''

  Oppure, installa APSFILTER e lascia che Ghostscript faccia tutto
  automaticamente (vedi la sezione ``APSFILTER'').

  Infine una nota importante: la mia raccomandazione  quella di
  compilare Ghostscript per il tuo sistema, se possibile. Mettere
  insieme versioni diverse di Ghostscript e svgalib pu velocemente
  causare disordine nel sistema. La versione di Ghostscript presente nel
  pacchetto AP della distribuzione Slackware  la 2.6.2 e non 
  compilata con il supporto per X. Probabilmente avrai anche problemi a
  trovare la versione di svgalib adatta. C' una versione di Ghostscript
  con supporto X11 nel pacchetto XAP di Slackware, e presumibilmente
  anche nelle altre distribuzioni Linux; comunque non le ho provate.
  Secondo me compilare Ghostscript per il tuo sistema  molto pi
  semplice.

  Bisogna anche ricordare che ci sono due diverse distribuzioni di
  Ghostscript in circolazione: Aladdin Ghostscript, che  una
  distribuzione commerciale, e la distribuzione GNU, che  indietro di
  diversi anni rispetto alla prima. Questo ritardo  dovuto alla
  particolare licenza con cui Ghostscript  distribuito. Vedi il
  Printing-HOWTO per i dettagli.

  Il supporto svgalib per la distribuzione GNU di Ghostscript versione
  3.33  contenuto in un piccolo file compresso sotto forma di file
  .diff.  Ghostscript 3.33 per X  configurato anche per il supporto
  JPEG, quindi dovresti avere anche i sorgenti delle librerie JPEG. I
  file necessari sono su tutti i siti che mantengono software GNU, come
  ad esempio ftp://prep.ai.mit.edu/pub/gnu.


  3.4.  APSFILTER.

  Ci sono programmi fatti per semplificare la vita, e APSFILTER  uno di
  questi. APSFILTER, scritto da Andreas Klemm, funziona con un qualsiasi
  demone di stampa compatibile BSD (il che significa che nel tuo sistema
  c' il programma lpd e il file /etc/printcap; vedi oltre) e fornisce
  un supporto completamente invisibile per la stampa di file ASCII, DVI
  e PostScript, ma anche per file compressi con gzip(1), compress(1) ed
  altri programmi di compressione dati.

  Una volta che hai installato APSFILTER, puoi stampare un file
  PostScript su qualunque stampante tu abbia digitando semplicemente


  lpr file.ps


  oppure, per stampare un file ASCII, che non ha quindi bisogno di un
  interprete PostScript:

  lpr -Praw file.asc


  Stupendo.

  APSFILTER  sorprendentemente facile da installare tenendo conto che
  interagisce con molte parti del tuo sistema. Per installare la
  distribuzione generica di APSFILTER, comunque, devi avere una versione
  recente del compilatore gcc(1), perch APSFILTER compila alcuni dei
  propri filtri durante l'installazione. Comunque in alcune
  distribuzioni di Linux c' una versione precompilata, quindi per prima
  cosa controlla la tua distribuzione.

  In ogni caso devi avere Ghostscript e lpd(8) correttamente installati
  perch APSFILTER possa funzionare. La versione pi recente di
  APSFILTER si trova nell'archivio Linux al sito
  ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/system/printing/.



  3.5.  Il demone lpd(8) .

  Ci sono molte variazioni sul tema della configurazione delle
  stampanti.  Riuscire a far funzionare un demone di stampa pu essere
  definito un trionfo. Se il computer su cui usi teTeX non fa parte di
  una rete puoi semplicemente inviare i dati da stampare al file che
  rappresenta la porta della stampante, ma sarebbe meglio di no. Perdi
  tutte le capacit offerte dal demone di stampa. Se poi il tuo computer
  fa parte di una rete e la stampante  accessibile solo attraverso la
  rete devi per forza avere un demone di stampa funzionante.

  Il programma di base di UNIX per la gestione della stampa sui sistemi
  compatibili BSD  lpd(8). Quando stampi un file con il comando lpr(1)
  in realt il file viene aggiunto ad una coda di stampa.  lpd(8) si
  occupa poi di stampare i file nell'ordine in cui sono accodati. Altri
  programmi utili per la stampa sono lpq(1), che mostra il contenuto
  della coda di stampa, e lprm(1) che toglie i file dalla coda di
  stampa.

  Il demone di stampa pu anche svolgere altri compiti, come filtrare in
  modo trasparente file di diversi tipi (usando programmi come
  APSFILTER, di cui abbiamo gi parlato), stampare file ricevuti da
  altre macchine su una rete, stampare su diverse stampanti se ne hai
  pi di una collegata, ed conservare i file in coda per poter poi
  riprendere la stampa una volta che hai ricaricato la carta sulla
  stampante.

  Il Printing-HOWTO spiega nei dettagli come configurare un demone di
  stampa. Molte distribuzioni di Linux contengono un pacchetto lpd(8)
  gi configurato. Controlla se questo  il tuo caso, perch ti
  risparmier un bel po' di lavoro. Pacchetti del genere sono in genere
  archiviati, abbastanza stranamente, usando il nome lpr, quindi cerca
  questo programma. Un pacchetto  disponibile anche nell'archivio di
  Linux al sito ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/system/printing.


  4.  Dettagli sulla configurazione dopo l'installazione.

  La prima cosa da fare  leggere il file README scritto dallo stesso
  Thomas Esser. Descrive molti trucchi sulla configurazione di teTeX per
  i tuoi dispositivi di uscita (per esempio la stampante). Il file
  README si trova nella directory

  /usr/lib/teTeX/texmf/doc/tetex


  Leggi il file con il comando (i percorsi usati negli esempi seguenti
  si riferiscono alla distribuzione Slackware):

  less /usr/lib/teTeX/texmf/doc/tetex/README


  oppure stampalo con il comando

  cat /usr/lib/teTeX/texmf/doc/tetex/README >/dev/lp0


  se la tua stampante  collegata a /dev/lp0; altrimenti sostituisci il
  file di dispositivo relativo alla porta a cui la tua stampante  col
  legata.

  Ancora meglio, stampalo usando il comando lpr(1):

  lpr /usr/lib/teTeX/texmf/doc/tetex/README



  A questo punto dovresti avere gi installato il demone di stampa
  incluso nella tua distribuzione di Linux. Altrimenti installalo adesso
  seguendo le istruzioni comprese nel pacchetto. Se non hai un pacchetto
  lpd, o se vuoi installare da solo un demone di stampa, vedi la sezione
  ``Il demone lpd(8)''

  Stampa il teTeX-FAQ, e tienilo a portata di mano perch contiene utili
  consigli su come configurare i driver per la tua stampante. Ci
  arriveremo tra poco. Nelle versioni pi recenti di teTeX, il teTeX-FAQ
   accessibile anche attraverso texconfig.

  Adesso  bene definire una directory in cui conservare i tuoi file di
  formato TeX. teTeX cerca questi file nelle directory elencate dalla
  variabile d'ambiente $TEXINPUTS. Su Chanel3, ho aggiunto la linea

  export TEXINPUTS=".:~/texinputs:"


  al file /etc/profile, che  valido per tutti gli utenti. Ciascun
  utente pu poi definire le proprie directory aggiungendole al file
  ~/.profile o ~/.bash_profile se bash(1)  la shell che usano. La vari
  abile d'ambiente $TEXINPUTS dice a teTeX di cercare i file di stile di
  TeX nella directory ~/texinputs contenuta nella directory di ciascun
  utente. E` fondamentale che un ``:'' appaia prima e dopo questa direc
  tory. teTeX aggiunger le sue directory di ricerca alla tua. Poich 
  probabile che tu voglia che vengano usati i file di formato da te
  definiti, teTeX usa le versioni dei file di formato che si trovano
  nella directory in cui ti trovi quando viene eseguito.

  Aggiungi la directory /usr/lib/teTeX/bin ai percorsi di sistema se
  stai installando teTeX come amministratore. Se ne stai installando una
  copia personale aggiungi la directory che contiene i file binari di
  teTeX all'inizio della tua variabile d'ambiente $PATH aggiungendo la
  linea seguente al tuo ~/.profile o ~/.bash_profile:

  export PATH="~/tetex/bin:"$PATH



  Adesso, collegati come root ed esegui texconfig seguendo le istruzioni
  sul teTeX-FAQ e scegli la stampante collegata al tuo sistema.
  Assicurati di configurare in teTeX sia la stampante che la risoluzione
  di stampa corrette.

  Infine, esegui il programma texhash. Questo assicura che il database
  interno di teTeX sia aggiornato. Il database  in effetti un file ls-
  lR. E` necessario eseguire texhash ogni volta che si cambia la
  configurazione di sistema, altrimenti teTeX non  in grado di
  determinare i cambiamenti.


  4.1.  E se la mia stampante non c'?

  La distribuzione teTeX ha solo una selezione limitata di driver DVI:
  dvips(1), driver per le stampanti Hewlett Packard LaserJet, e niente
  di pi. Se hai una stampante non compatibile con le LaserJet hai due
  possibilit: puoi usare dvips(1) e Ghostscript, cosa che raccomando
  comunque per le ragioni di cui ho gi parlato, o puoi cercare altri
  driver DVI.

  Alcuni driver DVI sono stati riscritti per Linux e sono disponibili
  gi compilati. Si trovano nell'archivio Linux sul sito
  ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/apps/tex/dvi/.

  Il sito principale su cui viene mantenuta una libreria di driver DVI
  si trova all'Universit dello Utah. Se non riesci a trovare l un
  driver che supporta la tua stampante  molto probabile che non esista.
  L'URL del sito  ftp://ftp.math.utah.edu/pub/tex/dvi/.


  5.  Usare teTeX.

  Almeno teoricamente tutto  installato correttamente ed  pronto a
  funzionare. teTeX  un pacchetto molto grosso. Vorrai quindi imparare
  teTeX, come forse hai gi fatto con altri programmi complessi,
  lentamente, invece di essere sommerso dalla sua complessit.

  Allo stesso tempo, per, vogliamo fargli fare qualcosa di utile.
  Quindi invece di stare a guardare TeX mentre compone

  ``Hello, World!''


  come il Professor Knuth suggerisce nel The TeXBook, eseguiremo TeX su
  un paio di documenti di teTeX per provare l'installazione.

  La prossima sezione, ``Stampare  la documentazione'',  in realt una
  guida per imparare ad usare teTeX.  Descrive la stampa della
  documentazione inclusa con teTeX (in formato LaTeX e .dvi). La sezione
  successiva, ``Comandi di TeX e LaTeX'',  pi un ``libro di ricette''
  che una guida. Discute come formattare i documenti LaTeX e descrive
  alcuni dei comandi ed environment (``ambienti'') delle classi di
  documenti pi usate.

  La sezione ``Pacchetti di estensione per LaTeX  ed altre risorse''
  spiega come usare i molti pacchetti LaTeX gi esistenti per
  personalizzare secondo i tuoi gusti i documenti.


  5.1.  Stampiamo la documentazione.

  Le prime volte che usi teTeX sarebbe meglio che tu ti collegassi come
  root. Se non lo fai, metafonts pu non essere capace di creare le
  directory necessarie per i suoi fonts. Un'opzione del programma
  texconfig consente di dare il permesso di scrittura a tutti sulle
  directory dei fonts, ma se stai lavorando su un sistema multiutente
  questo, per motivi di sicurezza, non  desiderabile.

  Comunque, se non hai i privilegi per scrivere sulle directory in cui
  vengono immagazzinati i fonts, metafont si lamenter di non poter
  creare le directory. Non verr prodotto nulla perch non ci sono i
  caratteri necessari. Questo non  un grosso problema. Scollegati e
  ricollegati come root, poi ripeti l'operazione che ha causato
  problemi.

  Il bello di teTeX  che se fai qualche errore che lo fa ``saltare'',
  non vengono mai fatti danni. Non  come un compilatore con il quale
  puoi ad esempio danneggiare tutta la partizione di root se un
  puntatore punta da qualche parte non prevista. Cosa? Non hai ancora
  letto il manuale di teTeX? Beh,  ovvio. Si trova ancora nella
  distribuzione, in forma di codice sorgente, ed aspetta di essere
  elaborato.

  Quindi non aspettiamo oltre, sarai senz'altro ansioso di leggerlo. Si
  trova nella directory

  /usr/lib/teTeX/texmf/doc/tetex.



  Il file che contiene il manuale in formato LaTeX si chiama
  TETEXDOC.tex (l'estensione .tex viene usata sia per i file di TeX che
  per quelli di LaTeX. Alcuni editor, come emacs(1), sono in grado di
  riconoscere la differenza). C' anche un file TETEXDOC.dvi che  bene
  tenere in un posto sicuro --- ad esempio un'altra directory --- nel
  caso pi tardi tu voglia provare i tuoi driver .dvi. Dopo averlo messo
  via, digita

  latex TETEXDOC.tex


  LaTeX scriver alcuni messaggi di avvertimento. Il primo,

  LaTeX Warning: Label(s) may have changed. Rerun to get the
  cross-references right.


  (le etichette potrebbero essere cambiate. Riesegui per avere i giusti
  riferimenti incrociati)  standard. E` normale costruire l'indice di
  un documento eseguendo due volte LaTeX sul documento stesso. Quindi,
  ripeti il comando. Gli altri avvertimenti possono essere tranquilla
  mente ignorati. Ti informano del fatto che alcuni dei percorsi FTP di
  cui si parla nel documento sono troppo lunghi per lo spazio loro
  assegnato (se sei proprio curioso, cerca su uno dei manuali di TeX una
  spiegazione di \hbox e \vbox).

  Noterai che teTeX ha prodotto numerosi file da TETEXDOC.tex.  Quello
  che ci interessa  TETEXDOC.dvi:  il file indipendente dal
  dispositivo che puoi mandare indifferentemente allo schermo o alla
  stampante. Se esegui teTeX sotto X Windows, puoi avere un'anteprima
  del documento con xdvi(1).

  Per i nostri scopi supporremo che tu abbia una HP LaserJet II. A
  questo punto dovresti dare il comando

  dvilj2 TETEXDOC.dvi


  che produce, a partire da file TETEXDOC.dvi, un file in formato PCL
  che contiene anche i ``soft fonts'', cio informazioni sui fonts che
  verranno trasmesse alla stampante. Questa possibilit non  offerta da
  TeX o da LaTeX, ma da dvilj2. Gli altri driver .dvi offrono la possi
  bilit di sfruttare le capacit del particolare dispositivo che sup
  portano. dvilj2(1) risponder alle richieste di fonts fatte nel docu
  mento LaTeX fornendo il font pi simile disponibile nel sistema; nel
  caso di un documento contenente solo testo, come TETEXDOC.tex, non ci
  sono molti problemi. Tutti i fonts richiesti vengono infatti generati
  da metafont, che viene chiamato automaticamente da dvilj2(1) e
  provvede a creare i fonts che non sono gi sul sistema (la prima volta
  che esegui dvilj2 il programma deve generare tutti i fonts, e questo
  pu richiedere anche alcuni giorni se il tuo sistema  veramente
  lento). Ci sono alcune opzioni di dvilj2 che controllano la gener
  azione dei fonts, e ne puoi trovare una descrizione nella relativa
  pagina di manuale. In effetti non ci dovrebbe essere bisogno di
  eseguire direttamente metafont; se questo bisogno invece si presenta
  c' qualcosa che  andato storto nell'installazione. Tutti i driver
  .dvi chiamano direttamente metafont attraverso la libreria di ricerca
  dei percorsi kpathsea --- anche la descrizione di questa va oltre gli
  scopi di questo documento --- e non dovrai lavorare pi con metafont
  per ora --- tutti i sorgenti metafont della libreria di font Computer
  Modern sono forniti.

  Puoi stampare TETEXDOC.lj con il comando

  lpr TETEXDOC.lj


  Ci pu essere bisogno di installare un filtro di stampa in grado di
  capire il PCL. Leggi il Printing-HOWTO per i dettagli.

  La teTeX Guide, un documento di nove pagine, d alcune informazioni
  utili per affinare ulteriormente la configurazione del sistema: di
  qualcosa abbiamo gi parlato, di molto altro non parler nel teTeX
  HOWTO.

  Non ho potuto sperimentare di persona alcune delle informazioni
  contenute nella prossima sezione poich ho una stampante non
  PostScript HP Deskjet 400, a getto d'inchiostro a colori, collegata
  alla porta parallela di Chanel3.

  Comunque il fatto di non possedere una stampante PostScript non
  rappresenta un ostacolo alla capacit di stampare testi e grafica nei
  tuoi documenti. Vedi la sezione ``Ghostscript'' per installare
  Ghostscript, se non  gi installato sul tuo sistema.


  5.2.  Comandi TeX e LaTeX.


  5.2.1.  Struttura del documento.

  E` facile preparare documenti da elaborare con TeX. Prendi un file di
  testo, assicurati che fra i paragrafi ci sia una linea vuota, ed
  esegui TeX su quel file con il comando

  TeX il_tuo_file_di_testo


  Il risultato sar un file con lo stesso nome ed estensione .dvi.  Il
  testo  composto con il font Computer Modern Roman corpo 10, ha inter
  linea singola e giustificazione su entrambi i margini. Se contiene
  caratteri speciali, come ad esempio il simbolo di dollaro, inserisci
  prima di essi il carattere backslash e riesegui TeX sullo stesso file.
  A questo punto puoi elaborare il file prodotto da TeX con il driver
  .dvi che preferisci (vedi sopra) per stampare il documento.


  L'altra sola cosa a cui fare attenzione nei file da elaborare con TeX
   l'uso delle virgolette aperte e chiuse, che devono essere inserite
  come due accenti gravi o due apostrofi. Emacs, in modo TeX,  in grado
  di farlo automaticamente.

  "Queste sono virgolette ascii."
  ``Queste sono virgolette `TeX-style'.''


  Se vuoi suggerimenti per modificare il formato delle pagine prodotte
  da TeX, puoi consultare una guida come A Gentle Introduction to TeX,
  di cui abbiamo gi parlato.

  I documenti da elaborare con LaTeX devono rispettare qualche regola in
  pi, ma la preparazione di documenti complessi  molto pi semplice.

  Essenzialmente LaTeX  un linguaggio di marcatura per documenti il cui
  scopo  quello di mantenere separati lo stile ed il contenuto. Per
  esempio, per ottenere un titolo di sezione con TeX dovresti porre uno
  spazio di 36 punti prima del titolo, poi specificare che il titolo
  deve essere composto in grassetto, con un carattere di corpo 24, poi
  copiare il testo del titolo e il numero di pagina in cui esso appare
  nell'indice, infine lasciare uno spazio di 24 punti dopo il titolo.
  Con LaTeX, invece,  sufficiente usare il comando \section{}, che fa
  tutto questo da solo. Se hai bisogno di cambiare il formato dei titoli
  di sezione puoi cambiare la definizione di \section{} invece del testo
  nel documento. Grazie a questo se hai bisogno di cambiare il formato
  di documenti lunghi pi di una dozzina di pagine puoi risparmiare ore
  di lavoro.

  Tutti i documenti LaTeX hanno tre sezioni: un preambolo (preamble), il
  corpo (body) del testo, e un ``postambolo'' (postamble). I termini
  inglesi indicati fra parentesi fanno parte del gergo tecnico standard
  e sono molto usati fra i TeXnici.

  Nel preambolo, come minimo, viene specificato il tipo del documento da
  produrre --- la classe del documento --- e viene poi inserita una
  linea che indica l'inizio del corpo del testo. Per esempio:

  \documentclass{article}
  \begin{document}


  Il ``postambolo''  generalmente molto semplice. Tranne in casi molto
  particolari contiene una sola linea:

  \end{document}


  che specifica la fine del documento.

  Nota la coppia \begin{document} e \end{document}: in LaTeX questo
  definisce un environment. Tutto il testo deve essere all'interno di un
  environment, e molti comandi funzionano solo all'interno
  dell'environment in cui sono chiamati.  L'environment document 
  comunque l'unico in cui LaTeX impone questa convenzione. Cio, 
  l'unico environment assolutamente necessario in un documento
  (un'eccezione  la classe letter, lettera, che richiede anche
  \begin{letter} e  \end{letter}. Vedi la sezione ``Lettere'').
  Comunque, molte istruzioni per la modifica del formato sono
  specificate come environment. Sono descritte nelle sezioni seguenti.

  Nelle classi di documento si possono specificare dei parametri: per
  esempio, se avessimo voluto usare fonts di corpo 12 invece del corpo
  10 nell'esempio precedente avremmo potuto specificare

  \documentclass[12pt]{article}


  La classe di documento article (articolo) provvede alle modifiche nec
  essarie.

  Le classi di documento usate pi frequentemente sono poche. Sono
  descritte nel seguito. La classe report (relazione)  simile alla
  classe article, tranne per il fatto che produce una pagina separata
  con il titolo e fa s che ogni sezione inizi in una nuova pagina. La
  classe letter include definizioni speciali per indirizzi, saluti e
  formule di chiusura, alcune delle quali sono descritte nel seguito.

  Puoi includere del codice LaTeX ``inscatolato'', detto comunemente
  package, con il comando \usepackage{}.

  \usepackage{fancyhdr}


  Questo comando include il file di stile fancyhdr.sty da una delle
  directory TEXINPUTS che tu e teTeX avete specificato durante i pro
  cessi di installazione e configurazione.


  \documentclass{article}
  \usepackage{fancyhdr}
  \begin{document}



  Nota che le dichiarazioni \usepackage{} sono fatte prima di
  \begin{document}, cio nel preambolo.

  fancyhdr.sty estende il comando \pagestyle{} in modo che tu possa
  creare testatine e fondi pagina personalizzati. Molte classi di
  documento LaTeX definiscono questi elementi nei seguenti stili di
  pagina standard:

  \pagestyle{plain}       % stile di pagina standard -- il numero di pagina 
                          % centrato in basso sulla pagina.
  \pagestyle{empty}       % nessuna testatina n fondo pagina.
  \pagestyle{headings}    % stampa il numero di sezione ed il numero di pagina
                          % in alto sulla pagina.
  \pagestyle{myheadings}  % stampa informazioni personalizzate nella testatina.


  Tutto quello che si trova a destra del segno di percento su una linea
   un commento.

  Il comando \pagestyle{} ha effetto solo nella pagina successiva. Per
  cambiare testatine e fondi pagina nella pagina corrente usa invece il
  comando

  \thispagestyle{stile_di_pagina}





  5.2.2.  Stili di caratteri.

  Gli stili di caratteri dipendono in parte dal font specificato nel
  documento. Comunque, i caratteri in grassetto e in corsivo dovrebbero
  essere disponibili per ogni font presente nel sistema. Pu essere
  usata anche la sottolineatura sebbene la sua gestione presenti
  problemi particolari. Vedi la sezione ``Pacchetti  di estensione per
  LaTeX ed altre risorse''.

  Ci sono vari modi per evidenziare un testo. Quello che pu essere
  usato su tutti i sistemi  il comando \em. Tutto il testo su cui
  agisce viene reso in corsivo. Per esempio:

  Questa parola verr {\em evidenziata.}



  Se il testo in corsivo  seguito da testo non in corsivo puoi
  specificare l'uso di un fattore di correzione. Il comando da usare 
  \/.

  Questo esempio {\em sar\/} stampato correttamente.

  Questo esempio {\em non} sar stampato correttamente.



  Meno portabili, ma ancora accettabili in casi in cui sono usati da
  soli, sono i comandi \it, \bf, e \tt; i caratteri su cui agiscono
  verranno stampati rispettivamente in corsivo, in grassetto e con
  spaziatura fissa.

  {\tt Questo testo sar stampato con spaziatura fissa,}
  {\it questo in corsivo,}
  {\bf e questo in grassetto\dots} tutto in un paragrafo.


  Il comando \dots stampa tre puntini di sospensione che non verranno
  divisi fra pi linee.

  La versione pi recente di LaTeX, che  quella che hai, include dei
  comandi in grado di trattare correttamente i casi in cui un comando di
  evidenziazione ne sostituirebbe un altro.

  Questo {\it non  {\bf grassetto corsivo!}}



  teTeX compone il testo in corsivo finch non incontra il comando \bf;
  poi inizia a comporlo in grassetto.

  Per risolvere questa situazione, lo schema di selezione dei fonts NFSS
  richiede tre parametri per ogni carattere: forma, spessore del tratto
  e famiglia.  Non tutti i fonts hanno tutti questi stili. Nel caso
  abbia bisogno di sostituire il font richiesto con un altro, LaTeX
  stamper un messaggio di avvertimento.

  Puoi specificare le seguenti forme per i fonts:

  \textup{testo}         % testo tondo (predefinito)
  \textit{testo}         % corsivo
  \textsl{testo}         % inclinato
  \textsc{testo}         % maiuscoletto


  Questi sono i due spessori del tratto che la maggior parte dei fonts
  ha:

  \textmd{testo}         % spessore medio (predefinito)
  \textbf{testo}         % grassetto



  Ci sono tre famiglie generalmente disponibili.

  \textrm{text}          % roman (predefinito)
  \textsf{text}          % senza grazie
  \texttt{text}          % macchina da scrivere (spaziatura fissa, simile al
                          % Courier)



  Usando questi comandi per scegliere gli stili dei caratteri puoi
  combinarne gli effetti

  \texttt{\textit{Questo esempio dar probabilmente luogo ad una
  sostituzione di font, poich molti fonts non includono uno stile macchina
  da scrivere corsivo.}}


  La famiglia applicata normalmente  Computer Modern, che  un font
  bit-mapped. Altre famiglie di font sono in formato PostScript Type 1.
  Vedi la sezione ``Usare fonts PostScript'' per i dettagli.

  Ci sono anche vari accenti e caratteri speciali che puoi usare nei
  tuoi documenti. Quelli che seguono sono solo alcuni fra quelli
  disponibili (prova a stamparli sulla tua stampante)

  \'{o}  \`{e}  \^{o}  \"{u}        \={o}  \c{c}  `? `!
  \copyright     \pounds                \dag



  Infine, ci sono caratteri che vengono interpretati come comandi da TeX
  e LaTeX. Di uno abbiamo gi parlato, ed  il simbolo di dollaro.
  L'insieme completo  il seguente:

  # $ % & _ { }


  se vuoi usare questi caratteri nei tuoi documenti li devi far pre
  cedere da un backslash.

  E` possibile usare anche diversi alfabeti, ad esempio greco e
  cirillico.  Con LaTeX  facile comporre testi non solo in inglese:
  questo argomento  trattato in uno dei testi di cui abbiamo parlato.


  5.2.3.  Margini ed interlinee.


  Modificare i margini in un documento TeX o LaTeX non  una cosa
  semplicissima. Molto dipende dall'indentazione relativa del testo di
  cui vuoi aggiustare i margini. Anche la posizione dei comandi di
  modifica dei margini  significativa.

  Per i cambiamenti che devono avere effetto su un intero documento
  LaTeX,  possibile usare i comandi \evensidemargin e \oddsidemargin.
  Modificano il margine sinistro delle pagine pari e dispari
  rispettivamente. Per esempio


  \evensidemargin=1cm
  \oddsidemargin=1cm


  aggiunge 1 centimetro al margine sinistro delle pagine pari e dispari.
  Nota che questo spazio va ad aggiungersi al margine sinistro standard,
  che  di un pollice (2,54 cm). Questi comandi influenzano l'intero
  documento e spostano l'intero corpo del documento a destra e sinistra
  sulla pagina, non importa l'impostazione locale dell'indentazione, per
  cui risulta sicuro usare environment LaTeX come verse e list.

  Quelle che seguono sono alcune macro per la modifica dei margini.
  Agiscono in modo differente dai comandi citati. Poich usano comandi
  in TeX puro, non  garantito che rispettino i margini che sono stati
  impostati da un environment LaTeX, ma le puoi mettere ovunque in un
  documento e cambiare i margini da quel punto in poi.


  %%  margins.sty -- v. 0.1   di Robert Kiesling
  %%  Copie di questo codice possono essere distribuite liberamente in
  %%  forma di testo.
  %%
  %%  Alcuni comandi elementari TeX per la modifica dei margini. Le lunghezze
  %%  sono in pollici:
  %%
  %%  \leftmargin{1}   %% imposta il margine sinistro a 1 pollice
  %%  \leftindent{1}   %% imposta l'indentazione dei paragrafi seguenti a
  %%                      1 pollice
  %%  \rightindent{1}  %% imposta il margine destro dei paragrafi seguenti
  %%                      a 1 pollice
  %%  \llength{3}      %% imposta la lunghezza delle linee seguenti a 3 pollici
  %%
  \message{Margins macros...}
  \def\lmargin#1{\hoffset = #1 in}
  \def\lindent#1{\leftskip = #1 in}
  \def\rindent#1{\rightskip = #1 in}
  \def\llength#1{\hsize = #1 in}
  %%
  %% (End of margins macros.}


  Metti questo codice in un file di nome margins.sty nella tua directory
  $TEXINPUTS locale. I comandi sono spiegati nei commenti del file. Per
  usarli in un documento devi includere il file con il comando

  \usepackage{margins}


  nel preambolo.

  Gi che siamo in argomento: se non vuoi che il testo venga
  giustificato a destra, che  quello che viene fatto normalmente, puoi
  chiedere a LaTeX di usare lo sbandieramento a destra con il comando:

  \raggedright



  Anche impostare l'interlinea ha le sue difficolt.

  baselineskip  la misura della distanza fra le linee del testo.  E`
  dato come misura assoluta. Ad esempio

  \baselineskip=24pt


  oppure, in modo migliore:

  \setlength{\baselineskip}{24pt}


  La differenza fra le due forme  che setlength rispetter le
  impostazioni che possono essere in effetto nel momento in cui usi il
  comando.

  Il problema nell'uso di baselineskip  che viene modificata anche la
  distanza fra titoli di sezione, note a pi di pagina e cos via. Devi
  quindi assicurarti che baselineskip sia impostato correttamente per
  l'elemento di testo che stai componendo. Ci sono, comunque, packages
  LaTeX come setspace.sty che ti aiuteranno in queste circostanze.  Vedi
  la sezione ``Pacchetti di espansione  per LaTeX ed altre risorse''.


  5.2.4.  Classi di documenti.

  In LaTeX sono disponibili classi di documenti che forniscono formati
  standard per i documenti, ad esempio environment che facilitano la
  formattazione di liste, citazioni, note a pi di pagina ed altri
  elementi di testo. Le classi di documenti pi usate sono descritte
  nelle sezioni seguenti.


  5.2.4.1.  Articoli e relazioni.

  Come abbiamo gi detto, la classe article e la classe report sono
  simili. Le differenze principali consistono nel fatto che la classe
  report crea una pagina separata per il titolo e fa cominciare ogni
  sezione su una nuova pagina.

  Per inserire in queste classi di documento titoli, abstract
  (riassunti) e nome dell'autore puoi ad esempio usare:

  \title{Le abitudini di accoppiamento dei Cactus}
  \author{John Q. Public}
  \abstract{Descrizione di come i comuni cactus del deserto cercano delle
  pozze d'acqua adatte per poter effettuare l'accoppiamento}


  nel preambolo. Poi, il comando

  \maketitle


  dato all'inizio del testo generer una pagina con il titolo nella
  classe report, oppure, nel caso della classe article, il titolo e
  l'abstract all'inizio del documento.

  Le sezioni possono essere definite con comandi come i seguenti:

  \section
  \subsection
  \subsubsection


  Questi comandi producono delle sezioni numerate come quelle comune
  mente usate nei documenti tecnici. Per avere delle sezioni non numer
  ate usa

  \section*
  \subsection*
  \subsubsection*


  e cos via.

  In LaTeX sono disponibili molti environment per formattare del
  materiale da mettere in evidenza. Puoi inserire delle citazioni usando
  l'environment quotation:

  \begin{quotation}
  Inizio della citazione...

  ... fine della citazione.
  \end{quotation}


  Per citazioni pi corte puoi usare l'environment quote.

  Per formattare i versi di una poesia usa l'environment verse:

  \begin{verse}
  Nel mezzo del cammin di nostra vita\\
  mi ritrovai per una selva oscura\\
  ch la diritta via era smarrita
  \end{verse}


  Nota che per andare a capo al momento giusto devi usare dei doppi
  backslash, altrimenti LaTeX riempir le linee in un environment verse
  come fa in qualsiasi altro environment.

  Ci sono molti modi per fare una lista. Per avere una lista puntata
  puoi usare l'environment list:

  \begin{list}
  \item
  Questa  la prima voce della lista.
  \item
  Questa  la seconda voce della lista...
  \item
  ... e cos via.
  \end{list}



  Per una lista numerata usa l'environment enumerate:

  \begin{enumerate}
  \item
  Voce numero 1.
  \item
  Voce numero 2.
  \item
  \dots
  \end{enumerate}



  Una lista di descrizioni usa l'environment description.

  \begin{description}
  \item{Forno} Sporco, ha bisogno di una resistenza nuova.
  \item{Frigorifero} Sporco. Mi dispiace.
  \item{Lavandino e scarico} Sporco, il rubinetto dell'acqua fredda perde.
  \end{description}




  5.2.4.2.  Lettere.

  La classe letter usa delle definizioni che consentono di formattare
  lettere d'affari.


  L'environment letter ha bisogno di un argomento, l'indirizzo del
  destinatario della lettera. Il comando address, che deve essere
  inserito nel preambolo, definisce l'indirizzo del mittente. Il comando
  signature definisce il nome del mittente come deve apparire in
  chiusura.

  Il sorgente LaTeX di una semplice lettera d'affari pu essere simile a
  questo.

  \documentclass[12pt]{letter}
  \signature{John Q. Public}
  \address{Viale dei giardini, 123\\00100 Roma\\Tel: 123/456-7890}
  \begin{document}
  \begin{letter}{ACME Mattoni SpA \\Corso Raffaello\\20100 Milano}
  \opening{Gentile Signore/Signora:}

  A proposito di uno dei vostri mattoni che ho trovato sul tappeto del mio
  soggiorno insieme ad alcuni frammenti del vetro rotto della mia finestra...

  (Resto del corpo della lettera).

  \closing{Distinti saluti,}

  \end{letter}
  \end{document}


  Nota che negli indirizzi ci sono dei doppi backslash che specificano
  dove occorre andare a capo.


  5.3.  Pacchetti di espansione per LaTeX ed altre risorse.

  Abbiamo gi detto che evidenziare il testo sottolineandolo pu portare
  dei problemi particolari. In effetti TeX non ha alcun problema a
  sottolineare il testo dato che  una convenzione usata in matematica.
  In LaTeX puoi sottolineare le parole con il comando:

  \underline{testo da sottolineare}


  Il problema  che la sottolineatura non viene spezzata su diverse
  linee e, in alcuni casi, il testo sottolineato pu non essere giusti
  ficato.  Comunque c' un pacchetto di macro per LaTeX, gi pronto, che
  modifica il modo di evidenziazione del testo in modo che usi la sotto
  lineatura. Si chiama ulem.sty, ed  uno dei tanti pacchetti LaTeX che
  sono disponibili liberamente su Internet.

  Per usare ulem.sty, usa il comando

  \usepackage{ulem}


  nel preambolo del documento.

  Il LaTeX Catalogue descrive in una sola linea ciascun pacchetto
  disponibile per LaTeX, oltre al nome ed al percorso CTAN. Per
  l'indirizzo su cui trovare la versione pi recente del ``Catalogue'',
  vedi la sezione ``Dove trovare altre informazioni''.

  Alcuni dei pacchetti disponibili per LaTeX sono:

     ifthen
        Includi istruzioni condizionali nei tuoi documenti.


     initials
        Definisce un font per i capolettera.

     sanskrit
        Font e preprocessore per produrre documenti in Sanscrito.

     recipe
        Una classe per LaTeX2e per comporre ricette.

     refman
        Varianti degli stili ``article'' e ``report''.

  Per ottenere l'URL completo a partire dal percorso dato nel Catalogue,
  unisci il percorso all'indirizzo del sito ed al percorso della
  directory di livello pi alto dell'archivio CTAN che vuoi contattare.
  Per esempio, la directory CTAN del sito ftp.tex.ac.uk  ctan/tex-
  archive. L'URL completo della directory del pacchetto refman sarebbe:

  ftp://ftp.tex.ac.uk/ctan/tex-archive/   +
  macros/latex/contrib/supported/refman   =

  ftp://ftp.tex.ac.uk/ctan/tex-archive/macros/latex/contrib/supported/refman/


  Alcuni pacchetti contengono pi di un file, quindi viene dato solo il
  percorso della directory del pacchetto.

  Quando hai determinato l'URL, puoi scaricare il pacchetto da uno dei
  siti CTAN elencati nella sezione ``Appendice A''.  Puoi scaricare una
  lista completa del contenuto dell'archivio:  contenuta nel file
  FILES.byname, che si trova nella directory principale dell'archivio.
  Puoi anche effettuare delle ricerche on line sull'archivio
  specificando una parola chiave con il comando ftp(1)

  quote site index <parola_chiave>





  6.  Mettere insieme testo e grafica con dvips(1) .

  In generale questa sezione si applica ad un documento TeX o LaTeX in
  cui siano presenti testo e grafica. teTeX, come la maggior parte delle
  distribuzioni TeX,  predisposto per richiedere i fonts Computer
  Modern.  Quando vengono stampati documenti con fonts scalabili Type 1
  o grafica, la resa dei font e della grafica  compito di dvips(1).
  dvips(1) pu usare sia fonts Computer Modern bit-mapped che scalabili
  Type 1, o una combinazione dei due. Come prima cosa ci concentreremo
  sulla stampa e la visione in anteprima della grafica.

  In generale occorrer seguire questa procedura ogni volta che un
  sorgente LaTeX contiene l'istruzione


  \includepackage{graphics}


  nel proprio preambolo. Questa istruzione fa s che LaTeX includa il
  testo del pacchetto graphics.sty nel sorgente. Ci sono altri comandi
  che servono per eseguire operazioni relative alla grafica, e le
  istruzioni in documenti in TeX puro possono non suggerirti che c'
  bisogno di usare dvips(1). La differenza sar evidente comunque quando
  il documento sar stampato senza figure o altri elementi grafici.


  Quindi per ora ci concentreremo sulla stampa di documenti che usano il
  pacchetto LaTeX graphics.sty. Probabilmente vuoi dare un'occhiata al
  sorgente TeX originale. Non  incluso nella distribuzione teTeX, ma lo
  puoi trovare a

  ~CTAN/macros/latex/packages/graphics/grfguide.tex.


  Incluso nella distribuzione teTeX c' invece il file .dvi gi elabo
  rato da TeX. C' una ragione per questo, ed ha a che fare con la
  necessit di includere fonts Type 1 perch il documento possa essere
  stampato correttamente. Se vuoi elaborare grfguide.tex con LaTeX leggi
  la prossima sezione. Per ora, comunque, faremo in modo di ottenere con
  dvips(1) un output utilizzabile.

  Il file grfguide.dvi si trova nella directory

  texmf/doc/latex/graphics


  Il primo passo per poter ottenere qualcosa di utile da grfguide.dvi
  consiste nel tradurlo in PostScript. Il programma dvips(1) serve a
  questo scopo. Fa esattamente quello che il suo nome suggerisce. Ci
  sono molte opzioni con le quali pu essere chiamato, ma la forma pi
  semplice (o quasi) 

  dvips -f -r <grfguide.dvi >grfguide.ps


  Lo switch -fdice a dvips(1) di lavorare come un filtro, cio leggere
  dallo standard input e scrivere sullo standard output.  dvips pu
  anche essere configurato per inviare il suo output direttamente a
  lpr(1) (il mio funziona cos, e questo mi permette di stampare diret
  tamente da dvips). Puoi adattare alle tue necessit i post-processori
  come Ghostscript, e i filtri di stampa come APSFILTER (vedi la sezione
  ``'' name="APSFILTER").  L'opzione -f  generalmente la prima che devi
  usare nella linea di comando di dvips(1) se vuoi inviare manualmente
  l'output ad un post-processore. Questa sembra anche essere la forma
  pi facile da usare negli script della shell.

  Se puoi stampare file PostScript sulla tua stampante con il comando
  lpr(1) puoi digitare semplicemente

  dvips -r grfguide.dvi


  L'opzione -r dice a dvips di produrre le pagine in ordine inverso cos
  che vengano impilate nell'ordine giusto in uscita dalla stampante.
  Usalo se questo  utile per la tua stampante.

  dvips(1) e metafont possono dover creare o no i nuovi fonts di cui
  grfguide.dvi ha bisogno, dipende se hai ancora i fonts che dvilj2(1)
  ha prodotto elaborando l'ultimo documento. Alla fine, comunque,
  dvips(1) scriver l'elenco delle pagine che ha tradotto in PostScript
  e avrai cos un file PostScript pronto per essere inviato a qualunque
  dispositivo tu abbia.

  Se sei fortunato (e ricco) allora hai una stampante in grado di capire
  direttamente il PostScript che potr stampare direttamente
  grfguide.ps. Puoi inviare il file alla coda di stampa usando lpr(1).
  Se per qualche ragione il tuo software di stampa non funziona
  correttamente con i file PostScript puoi semplicemente inviare il file
  alla stampante con

  cat grfguide.ps >/dev/lp0

  o a qualunque altra porta la tua stampante  collegata. Comunque
  questo non  il metodo raccomandato per l'uso quotidiano.

  Se vuoi o devi eseguire Ghostscript manualmente questa  la procedura
  standard per usarlo. La prima cosa da fare per eseguire Ghostscript 
  vedere quali sono gli argomenti della linea di comando, e si pu fare
  cos:

  gs -help | less


  Vedrai una lista dei dispositivi che Ghostscript supporta e molti
  altri comandi. Scegli il dispositivo che corrisponde maggiormente alla
  tua stampante. Dato che stampo in genere testo in bianco e nero, su
  Chanel3 uso il driver cdjmono, che controlla una stampante a colori
  Deskjet in modo monocromatico (bianco e nero).

  La linea di comando che uso :

  gs -dNOPAUSE -sDEVICE=cdjmono -sOutputFile=/tmp/gs.out grfguide.ps -c quit


  Questo mette il mio output compatibile HP nella directory /tmp.  E`
  una buona idea usare una directory come /tmp, perch gs(1) pu essere
  un po' difficile riguardo ai permessi di accesso, e non puoi (n
  dovresti) contare sul fatto di essere sempre collegato come root
  quando effettui queste operazioni. Adesso puoi stampare il file:

  lpr /tmp/gs.out


  Ovviamente puoi mettere tutto in uno script della shell. Sul mio sis
  tema ho due semplici script, pv e pr che inviano il file PostScript
  rispettivamente allo schermo o alla stampante. E` possibile avere
  un'anteprima su schermo senza usare X, ma non  la cosa migliore.
  Quindi vale sicuramente la pena installare XFree86 o TinyX (che 
  quello che ho fatto) per mostrare il documento sullo schermo.

  L'ordine dei comandi in un comando gs(1)  importante, perch alcune
  delle opzioni dicono a Ghostscript di cercare parti di codice
  PostScript nella sua libreria.

  E` importante ricordare che grfguide.dvi richiede sia fonts bit mapped
  Computer Modern che fonts scalabili Type 1. Se sei capace di mettere
  insieme fonts scalabili e bit mapped in un documento, sei sulla buona
  strada per diventare un TeXnico.


  7.  Usare fonts PostScript.

  Di solito i fonts Type 1 di pubblico dominio erano di qualit molto
  minore dei fonts bit mapped Computer Modern. Questa situazione 
  migliorata negli ultimi anni, ma trovare i fonts che corrispondono
  resta compito tuo. Avere molti tipi di fonts su una macchina pu
  sembrare ridondante e uno spreco di spazio su disco. Inoltre i fonts
  Computer Modern possono sembrare, beh, un po' troppo formali per uso
  quotidiano. A volte lo paragono a dar da mangiare al cane in una
  ciotola di porcellana. Almeno non dovrai pi spendere un patrimonio
  per avere dei fonts di qualit professionale.

  Uno dei miglioramenti principali di LaTeX2e rispetto ai suoi
  predecessori  rappresentato dall'introduzione del New Font Selection
  Scheme (adesso si chiama PSNFSS). In passato gli utilizzatori di TeX
  dovevano specificare i fonts con comandi come


  \font=bodyroman = cmr10 scaled \magstep 1


  che d risultati molto precisi ma richiede l'abilit di un disegnatore
  di caratteri e di un matematico per essere usato a dovere. Inoltre non
   molto portabile. Se un altro sistema non ha il font cmr10 (questo 
  il nome che in TeX viene dato al carattere Computer Modern Roman,
  corpo 10, con spessore del tratto medio, predefinito) qualcuno deve
  ricodificare le specifiche dei fonts per l'intero documento. PSNFSS,
  invece, ti permette di specificare i fonts per famiglia (Computer Mod
  ern, URW Nimbus, Helvetica, Utopia e cos via), tratto (leggero,
  medio, grassetto), orientamento (dritto o obliquo), tipo (tondo o cor
  sivo) e misura (vedi la sezione ``Caratteri e stili'' per una
  descrizione dei comandi che consentono di specificare lo stile).
  Alcuni fonts sono archiviati in famiglie. Per esempio, un font Roman
  pu essere archiviato con un font senza grazie, come Helvetica, e un
  font a spaziatura fissa, come Courier. Tu, come autore di un documento
  LaTeX, puoi specificare un'intera famiglia di fonts con un comando.

  Ci sono, come ho gi detto, molti fonts di alta qualit di pubblico
  domino disponibili. Uno di essi  Adobe Utopia, un altro  Bitstream
  Charter. Tutti e due sono fonts di qualit commerciale che sono stati
  donati al pubblico dominio.

  Sono anche due dei miei preferiti. Se cerchi su uno dei siti CTAN vi
  troverai questi ed altri fonts. I fonts in giro sono abbastanza da
  permetterti di produrre documenti il cui aspetto  proprio quello che
  vuoi, e non solo testi in inglese. TeX  stato concepito in origine
  per la composizione di testi matematici, quindi ci sono molti fonts
  disponibili per questo scopo, oltre a fonts per l'alfabeto cirillico,
  greco, kana ed altri troppo numerosi da ricordare.

  La cosa importante da cercare sono i file con estensione .pfa o .pfb.
  Queste indicano che si tratta proprio dei fonts scalabili, non solo di
  file di metrica. I file di metrica dei fonts Type 1 hanno estensione
  .pfm, in contrapposizione ai file .tfm usati dai fonts bit mapped. I
  due fonts di cui ho parlato in precedenza sono inclusi nella
  distribuzione teTeX, oltre che separatamente.

  Ci che ho detto a proposito della facilit di selezione dei fonts con
  PSNFSS  vero in questo senso. Se vogliamo usare nel nostro documento
  il font Charter invece del Computer Modern, tutto ci che bisogna fare
   mettere

  \renewcommand{\familydefault}{bch}


  nel preambolo, dove ``bch''  la sigla con cui si designa comunemente
  il Bitstream Charter. I fonts Charter si trovano nella directory

  /usr/lib/teTeX/texmf/fonts/type1/bitstrea/charter



  Qui ci sono i file .pfb dei fonts Charter: bchb8a.pfb per il Charter
  grassetto, bchr8a.pfb per il Charter tondo, bchbi8a.pfb per il Charter
  grassetto corsivo.  L'``8a'' nel nome del font indica la codifica dei
  caratteri. A questo punto non te ne devi preoccupare, perch la
  differenza si ha per i caratteri codificati con 8 bit che hanno valore
  maggiore di 128 decimale.  Definiscono principalmente gli accenti e
  caratteri non inglesi. Le codifiche dei fonts Type 1 funzionano
  generalmente bene per gli alfabeti occidentali perch sono conformi
  allo standard ISO 8859 per gli insiemi di caratteri internazionali,
  quindi questo rende ulteriormente vantaggioso il loro uso.


  Per comporre un documento in cui sono stati selezionati i fonts
  Charter occorre dare il comando

  pslatex document.tex


  pslatex  una variante del latex(1) standard di teTeX che definisce le
  directory in cui si trovano i fonts Type 1 e un po' di codice LaTeX da
  caricare. Sullo schermo vedrai un avviso di pslatex seguito dalle
  informazioni di TeX. In breve tempo avrai un file .dvi che contiene le
  richieste per il font Charter.  Adesso puoi stampare il file con
  dvips(1) e gs(1), se necessario.

  Installare un insieme di fonts Type 1 non  difficile se segui alcuni
  passi fondamentali. Devi decomprimere i fonts in una sottodirectory di
  /usr/lib/teTeX/texmf/fonts/type1, in cui si trovano anche gli altri
  fonts Type 1, e poi eseguire texhash in modo che le routine di ricerca
  sappiano che i fonts sono stati aggiunti. Poi devi aggiungere la
  descrizione dei fonts al file psfonts.map in modo che anche dvips(1)
  sappia che si trovano nel sistema. Il formato del file psfonts.map 
  descritto in un paio dei testi di cui abbiamo parlato. Ancora, ricorda
  di eseguire il programma texhash per aggiornare il database delle
  directory di teTeX.

  E` senz'altro un vantaggio usare il sistema X Windows -- XFree86 sotto
  Linux -- con teTeX, perch permette di avere anteprime dei documenti
  di migliore qualit. Non  necessario averlo, ma in generale tutto
  quello che permette di avere anteprime migliori render migliore il
  tuo lavoro in termini di qualit dei risultati. Comunque bisogna
  scendere a compromessi con la velocit di editing, che  molto
  maggiore sul display a carattere. Un editor pi lento di un bradipo
  pu intralciare moltissimo il tuo lavoro.

  Comunque, che tu possa o non possa vedere facilmente i tuoi documenti
  sullo schermo, per favore ricicla la carta ed usa entrambi le facce di
  ogni foglio. Se possibile compra carta per fotocopie riciclata per
  stampare. Sicuramente non vuoi che il tuo posto di lavoro assomigli
  alla divisione di un'industria cartaria.

  Ricorda: salva un albero... elimina un editore.

  Robert Kiesling

  kiesling@terracom.net


  8.  Appendice: elenco dei siti CTAN

  Questo  il contenuto del file CTAN.sites, che puoi trovare nella
  directory principale di ogni sito CTAN.
















  In order to reduce network load, it is recommended that you use the
  Comprehensive TeX Archive Network (CTAN) host which is located in the
  closest network proximity to your site.  Alternatively, you may wish to
  obtain a copy of the CTAN via CD-ROM (see help/CTAN.cdrom for details).

  Known mirrors of the CTAN reside on (alphabetically):
    cis.utovrm.it (Italia)                /TeX
    ctan.unsw.edu.au (NSW, Australia)     /tex-archive
    dongpo.math.ncu.edu.tw (Taiwan)       /tex-archive
    ftp.belnet.be (Belgium)               /packages/TeX
    ftp.ccu.edu.tw (Taiwan)               /pub/tex
    ftp.cdrom.com (West coast, USA)       /pub/tex/ctan
    ftp.comp.hkbu.edu.hk (Hong Kong)      /pub/TeX/CTAN
    ftp.cs.rmit.edu.au  (Australia)       /tex-archive
    ftp.cs.ruu.nl (The Netherlands)       /pub/tex-archive
    ftp.cstug.cz (The Czech Republic)     /pub/tex/CTAN
    ftp.duke.edu (North Carolina, USA)    /tex-archive
    ftp.funet.fi (Finland)                /pub/TeX/CTAN
    ftp.gwdg.de (Deutschland)             /pub/dante
    ftp.jussieu.fr (France)               /pub4/TeX/CTAN
    ftp.kreonet.re.kr (Korea)             /pub/CTAN
    ftp.loria.fr (France)                 /pub/unix/tex/ctan
    ftp.mpi-sb.mpg.de (Deutschland)       /pub/tex/mirror/ftp.dante.de
    ftp.nada.kth.se (Sweden)              /pub/tex/ctan-mirror
    ftp.oleane.net (France)               /pub/mirrors/CTAN/
    ftp.rediris.es (Espa\~na)             /mirror/tex-archive
    ftp.rge.com (New York, USA)           /pub/tex
    ftp.riken.go.jp (Japan)               /pub/tex-archive
    ftp.tu-chemnitz.de (Deutschland)      /pub/tex
    ftp.u-aizu.ac.jp (Japan)              /pub/tex/CTAN
    ftp.uni-augsburg.de (Deutschland)     /tex-archive
    ftp.uni-bielefeld.de (Deutschland)    /pub/tex
    ftp.unina.it (Italia)                 /pub/TeX
    ftp.uni-stuttgart.de (Deutschland)    /tex-archive (/pub/tex)
    ftp.univie.ac.at (\"Osterreich)       /packages/tex
    ftp.ut.ee (Estonia)                   /tex-archive
    ftpserver.nus.sg (Singapore)          /pub/zi/TeX
    src.doc.ic.ac.uk (England)            /packages/tex/uk-tex
    sunsite.auc.dk (Denmark)              /pub/tex/ctan
    sunsite.cnlab-switch.ch (Switzerland) /mirror/tex
    sunsite.icm.edu.pl (Poland)           /pub/CTAN
    sunsite.unc.edu (North Carolina, USA) /pub/packages/TeX
    wuarchive.wustl.edu (Missouri, USA)   /packages/TeX

  Known partial mirrors of the CTAN reside on (alphabetically):
    ftp.adfa.oz.au (Australia)            /pub/tex/ctan
    ftp.fcu.edu.tw (Taiwan)               /pub2/tex
    ftp.germany.eu.net (Deutschland)      /pub/packages/TeX
    ftp.gust.org.pl (Poland)              /pub/TeX
    ftp.jaist.ac.jp (Japan)               /pub/TeX/tex-archive
    ftp.uu.net (Virginia, USA)            /pub/text-processing/TeX
    nic.switch.ch (Switzerland)           /mirror/tex
    sunsite.dsi.unimi.it (Italia)         /pub/TeX
    sunsite.snu.ac.kr (Korea)             /shortcut/CTAN

  Please send updates to this list to <ctan@urz.uni-heidelberg.de>.

  The participating hosts in the Comprehensive TeX Archive Network are:
    ftp.dante.de  (Deutschland)
         -- anonymous ftp                 /tex-archive (/pub/tex /pub/archive)
         -- gopher on node gopher.dante.de
         -- e-mail via ftpmail@dante.de
         -- World Wide Web access on www.dante.de
         -- Administrator: <ftpmaint@dante.de>

    ftp.tex.ac.uk (England)
         -- anonymous ftp                 /tex-archive (/pub/tex /pub/archive)
         -- gopher on node gopher.tex.ac.uk
         -- NFS mountable from nfs.tex.ac.uk:/public/ctan/tex-archive
         -- World Wide Web access on www.tex.ac.uk
         -- Administrator: <ctan-uk@tex.ac.uk>





























































